Riscossione regionale, dal 2027 l’accertamento diventa esecutivo
Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, interviene in modo strutturale sulla riscossione dei tributi regionali. L’articolo 8 stabilisce che, per gli atti emessi dal 1° gennaio 2027, o dalla precedente data eventualmente fissata con legge regionale, l’accertamento dovrà contenere anche l’intimazione al pagamento e l’indicazione espressa della propria natura di titolo esecutivo.
Il nuovo modello riduce la distanza tra fase di accertamento e riscossione coattiva. Trascorso il termine previsto per il pagamento, l’ente o il soggetto affidatario potrà procedere secondo le modalità stabilite dalla legge senza la necessità di formare un distinto titolo esecutivo. L’atto dovrà inoltre indicare il soggetto incaricato della riscossione delle somme richieste, anche ai fini dell’esecuzione forzata.
La riforma riguarda in particolare il sistema dei tributi regionali, all’interno di un più ampio riordino che comprende tassa automobilistica, tassa regionale per il diritto allo studio universitario e tributo speciale per il deposito in discarica e negli impianti di incenerimento senza recupero energetico.
Per la tassa automobilistica, il decreto disciplina espressamente anche la riscossione coattiva, consentendo all’ente impositore di procedere direttamente, di affidarsi ai soggetti abilitati oppure di ricorrere all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. L’accertamento esecutivo diventa quindi uno degli strumenti utilizzabili per recuperare il tributo.
Il passaggio al nuovo sistema impone alle Regioni e agli affidatari una revisione delle procedure e dei modelli utilizzati. Per il contribuente assume invece maggiore importanza la gestione tempestiva dell’atto ricevuto, perché accertamento e titolo per la riscossione vengono concentrati nello stesso documento.






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