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Wall Street sotto pressione: chip in calo, tensioni USA-Cina pesano sui mercati


Mercoledì i principali indici di Wall Street hanno chiuso in calo, trascinati verso il basso soprattutto dai titoli dei produttori di chip. A guidare le perdite è stata Nvidia (NASDAQ: NVDA), dopo aver annunciato un incremento significativo delle spese legato alle nuove restrizioni imposte dagli Stati Uniti sull'esportazione di chip verso la Cina. La società è così diventata uno dei principali bersagli della crescente tensione commerciale tra Washington e Pechino.


Il settore globale dei semiconduttori ha subito un duro colpo, evidenziando come la politica commerciale dell’amministrazione statunitense, guidata da Donald Trump, stia alimentando incertezza sulle prospettive dell’intero comparto. Tra le aziende più colpite, oltre a Nvidia, anche AMD (NASDAQ: AMD).


Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha introdotto nuovi obblighi di licenza per esportare in Cina i chip AI H20 di Nvidia e MI308 di AMD. Nvidia ha segnalato un impatto finanziario di 5,5 miliardi di dollari, mentre AMD ha previsto una perdita di circa 800 milioni di dollari.


Di conseguenza, i titoli Nvidia – terza azienda americana per capitalizzazione di mercato – sono scivolati del 6,6%, mentre quelli di AMD hanno registrato un calo del 6,1%. L’intero settore ha risentito della situazione: l’indice dei semiconduttori ha ceduto complessivamente il 3,5%.


Alle 11:49 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 122,18 punti, ovvero dello 0,30%, a 40.246,78, l' S&P 500 ha perso 52,41 punti, ovvero dello 0,97%, a 5.344,22, e il Nasdaq Composite è sceso di 312,06 punti, ovvero dell'1,85%, a 16.511,11.


Il settore più ampio dell'informatica è sceso del 2,6%.


Anche ASML (AS: ASML), colosso olandese nella produzione di macchinari per semiconduttori, ha lanciato un allarme: l’introduzione di nuovi dazi ha aumentato l’incertezza sulle prospettive dell’azienda, provocando un calo del 5% delle sue azioni quotate negli Stati Uniti.


Le nuove restrizioni all’export imposte dagli Stati Uniti rappresentano l’ultimo capitolo dell’escalation nelle tensioni commerciali tra le due principali economie mondiali. Nelle ultime settimane, Washington e Pechino hanno introdotto dazi sempre più pesanti sulle rispettive importazioni, alimentando un clima di ritorsione e incertezza.


In questo contesto, gli investitori attendono con attenzione l’intervento del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, previsto per la giornata odierna. Il suo discorso potrebbe offrire indicazioni cruciali su come la banca centrale intende affrontare la recente volatilità dei mercati e le preoccupazioni legate al rallentamento economico.


Secondo i dati del CME FedWatch, c'è attualmente una probabilità del 18% che la Fed decida di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base nella prossima riunione di maggio.


Nel frattempo, l’ex presidente Donald Trump ha avviato un’indagine per valutare l’eventuale introduzione di nuovi dazi su tutte le importazioni di minerali critici.


I dati economici hanno mostrato che le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dell’1,4% a marzo, superando le aspettative. Tuttavia, questo risultato positivo non è bastato a migliorare il sentiment degli investitori, ancora preoccupati per le prospettive di crescita economica.


In un clima di incertezza, l’attenzione si concentra ora sulla stagione degli utili aziendali, con gli operatori di mercato che valutano con cautela i risultati delle società quotate.


United Airlines ha guadagnato il 2,7% grazie a una solida domanda di prenotazioni, nonostante abbia previsto utili inferiori per il trimestre in corso. Buone notizie anche per Travelers (NYSE: TRV), che ha registrato un utile trimestrale superiore alle attese: il titolo è salito del 4%, contribuendo a contenere le perdite sul Dow Jones.


Male invece Tesla (NASDAQ: TSLA), che ha perso l’1,8% dopo che un report di Reuters ha rivelato come i dazi imposti dall’ex presidente Donald Trump sui componenti cinesi abbiano rallentato i piani di produzione dell’azienda.


Sul fronte degli scambi, alla Borsa di New York i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,38 a 1. Situazione opposta sul Nasdaq, dove i titoli in discesa hanno prevalso con un rapporto di 1,42 a 1.


L’indice S&P 500 non ha registrato nuovi massimi annuali, mentre ha segnato un solo nuovo minimo a 52 settimane. Il Nasdaq Composite, invece, ha chiuso la giornata con sei nuovi massimi e 41 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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