Wall Street chiude in calo dopo la Fed, pesano i semiconduttori e i dubbi sull'intelligenza artificiale

L'S&P 500 ha proseguito il calo mercoledì dopo che la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse, mentre i titoli dei semiconduttori legati all'intelligenza artificiale hanno ampliato le perdite in attesa dei risultati trimestrali di Microsoft e Meta Platforms.
Come ampiamente previsto dal mercato, la banca centrale statunitense ha mantenuto il tasso di riferimento nell'intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%. La decisione, tuttavia, non è stata unanime: tre dei dodici membri del Federal Open Market Committee hanno espresso voto contrario, dichiarando che avrebbero preferito un rialzo di 25 punti base.
Prima dell'annuncio della Fed, l'S&P 500 era sceso ai minimi dell'ultimo mese, mentre il Nasdaq, fortemente esposto ai titoli tecnologici, è arrivato a perdere fino al 9% rispetto al massimo storico registrato a giugno.
Gli investitori si aspettavano in larga misura una pausa nel ciclo di rialzi, nonostante l'inflazione resti sopra l'obiettivo della banca centrale da oltre cinque anni. Fino al mese scorso, inoltre, le pressioni sui prezzi hanno continuato ad aumentare, alimentate dal rincaro globale di energia e generi alimentari in seguito al conflitto in Medio Oriente.
In questo contesto, Microsoft ha guadagnato quasi l'1% e Meta Platforms lo 0,8%, con entrambe le società pronte a pubblicare i risultati trimestrali dopo la chiusura di Wall Street. Nonostante il recupero della seduta, i due titoli restano in calo dall'inizio del 2026, mentre il mercato continua a interrogarsi sulla sostenibilità della massiccia spesa per l'intelligenza artificiale.
Gli investitori temono che i colossi tecnologici statunitensi stiano continuando a destinare miliardi di dollari allo sviluppo dell'IA, riducendo la capacità di generare flussi di cassa e aumentando i dubbi sulla redditività di tali investimenti.
A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce la crescente concorrenza della Cina, sia nella corsa ai semiconduttori di nuova generazione sia nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale a basso costo.
Il comparto dei chip ha così esteso le recenti perdite dopo che i risultati di SK Hynix, nonostante un utile trimestrale aumentato di sei volte rispetto all'anno precedente, non sono riusciti a soddisfare le aspettative degli investitori. Le azioni del produttore sudcoreano sono crollate del 10%, trascinando al ribasso l'intero settore.
L'indice Philadelphia Semiconductor (PHLX) ha ceduto il 2,2%, toccando il livello più basso dall'inizio di maggio e confermando la persistente debolezza del comparto dei semiconduttori.
Tra i titoli più penalizzati della seduta figura Vertiv, società specializzata in infrastrutture per l'intelligenza artificiale, che ha perso il 15% dopo aver riportato ricavi trimestrali inferiori alle aspettative del mercato.
L'indice S&P 500 ha chiuso in ribasso dello 0,24% a 7.410,98 punti. Il Nasdaq ha guadagnato lo 0,03%, attestandosi a 24.885,34 punti, mentre il Dow Jones Industrial Average ha perso l'1,30%, chiudendo a 52.062,32 punti.
Secondo le stime raccolte da LSEG I/B/E/S, gli analisti prevedono che gli utili complessivi delle società dell'S&P 500 cresceranno in media del 40% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con le aziende legate all'intelligenza artificiale destinate a contribuire in misura significativa a questa espansione.
Le prospettive favorevoli sugli utili, unite alla recente correzione di Wall Street, hanno riportato le valutazioni dell'S&P 500 su livelli più contenuti. L'indice tratta infatti a circa 20 volte gli utili attesi, solo leggermente al di sopra della media degli ultimi dieci anni, pari a 19 volte, secondo i dati LSEG.
Tra i singoli titoli, Ford Motor ha guadagnato il 4% dopo aver rivisto al rialzo, per la seconda volta quest'anno, le previsioni sull'utile annuale. Di segno opposto la performance di Lennox, produttore di sistemi HVAC, che è crollato di quasi il 19% in seguito al taglio delle proprie stime di profitto per l'intero esercizio.
Visa ha invece registrato un rialzo di quasi l'1% dopo aver superato le aspettative sugli utili trimestrali, sostenuta dalla forte domanda di viaggi legata ai Mondiali di calcio.
Fonte: investing.com




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