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Banca d’Italia: nuove regole europee su crisi bancarie, tutela dei depositi e sostenibilità

7 ore fa
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Banca d’Italia richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare e precisare il quadro normativo nazionale in vista del recepimento delle nuove disposizioni europee in materia bancaria, finanziaria e di sostenibilità. Nel corso di un’audizione presso la 4ª Commissione del Senato, dedicata all’esame del disegno di legge di delegazione europea 2026 (AS 2025), l’Autorità ha illustrato le proprie osservazioni, formulando alcune proposte di integrazione del provvedimento per garantire un’attuazione organica ed efficace delle direttive comunitarie. Al centro dell’intervento figurano, in particolare, le nuove regole sulla gestione delle crisi bancarie e sulla protezione dei depositanti, destinate a incidere tanto sull’operatività degli intermediari finanziari quanto sulle competenze delle autorità di vigilanza e risoluzione. L’attenzione si è concentrata sulla Direttiva (UE) 2026/804, che modifica la disciplina europea dei sistemi di garanzia dei depositi (DGSD), introducendo novità relative all’estensione della tutela, all’impiego delle risorse dei fondi di garanzia, alla cooperazione tra Stati membri e agli obblighi di trasparenza, e sulla Direttiva (UE) 2026/806, che interviene sul quadro normativo per il risanamento e la risoluzione degli enti creditizi (BRRD), aggiornando le disposizioni riguardanti gli interventi precoci, i presupposti per l’avvio delle procedure di risoluzione e i relativi meccanismi di finanziamento, oltre ad alcuni aspetti connessi ai servizi di valutazione. Per assicurare il corretto recepimento di queste disposizioni, Banca d’Italia ritiene opportuno introdurre nel disegno di legge criteri di delega più dettagliati, finalizzati a regolamentare gli ambiti di discrezionalità lasciati agli Stati membri, aggiornare il sistema sanzionatorio in relazione alle nuove violazioni, riconoscere espressamente all’Autorità specifici poteri regolamentari sulle questioni tecniche e garantire il necessario coordinamento con la legislazione nazionale già vigente. Un ulteriore capitolo dell’audizione ha riguardato la Direttiva (UE) 2026/470, nota come Omnibus ESG, che ridefinisce alcuni aspetti della normativa europea sulla sostenibilità delle imprese, intervenendo sia sulla disciplina della rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD) sia sugli obblighi di dovuta diligenza previsti dalla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD). Su quest’ultimo fronte, Banca d’Italia ha segnalato l’assenza, nel testo del disegno di legge, di criteri specifici per il recepimento della direttiva, suggerendo di colmare tale lacuna attraverso disposizioni che individuino chiaramente le autorità nazionali competenti alla vigilanza e ne definiscano poteri e responsabilità. Le osservazioni formulate si inseriscono nel più ampio ruolo svolto dall’Istituto nella costruzione e nell’attuazione della regolamentazione finanziaria europea, attraverso il supporto tecnico ai ministeri competenti e la partecipazione ai gruppi di lavoro delle autorità dell’Unione. L’obiettivo delle proposte è favorire un recepimento coerente delle nuove norme europee, rafforzando la certezza del diritto, l’efficacia degli strumenti di gestione delle crisi bancarie, la protezione dei risparmiatori e la chiarezza delle responsabilità di vigilanza in materia di sostenibilità.

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