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Wall Street in calo tra le vendite sui titoli tecnologici, crollano Fortinet e ServiceNow

14 ore fa
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Le Borse statunitensi hanno chiuso in ribasso giovedì, mentre gli investitori hanno rivalutato gli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale da parte dei colossi tecnologici, esaminando al contempo i risultati trimestrali delle principali società, i dati chiave sull'inflazione e le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve.


Tutti e tre i principali indici azionari statunitensi hanno terminato la seduta in territorio negativo. Il Nasdaq ha registrato le perdite più significative, penalizzato dai titoli tecnologici e dalle società a maggiore capitalizzazione del settore, dopo la pubblicazione, mercoledì sera, dei risultati trimestrali deludenti di Alphabet.


In controtendenza, l'indice Russell 2000, che comprende le società a bassa capitalizzazione, ha guadagnato lo 0,8%.


Anche i titoli dei semiconduttori hanno risentito delle vendite, con l'indice di settore in calo del 2,0%, interrompendo una serie positiva durata quattro sedute. Gli investitori hanno cercato di distinguere tra le aziende in grado di sostenere finanziariamente gli ambiziosi progetti legati all'intelligenza artificiale e quelle che, al contrario, consumano ingenti risorse finanziarie e ricorrono all'indebitamento per finanziare i propri investimenti.


Alphabet si è collocata in quest'ultima categoria dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali di mercoledì sera. La società madre di Google ha mancato le previsioni sui ricavi, mentre ha registrato un'accelerazione nell'impiego di liquidità destinata allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Le azioni del gruppo hanno così perso il 13,2%.


Mercoledì, il Comitato di politica monetaria della Federal Reserve ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse statunitensi. La banca centrale ha riconosciuto che le pressioni inflazionistiche restano «elevate», sottolineando che le prossime decisioni dipenderanno dall'arrivo di ulteriori dati economici.


I dati pubblicati giovedì hanno contribuito a delineare il quadro economico. La prima stima del prodotto interno lordo (PIL) del terzo trimestre ha evidenziato una crescita dell'economia statunitense superiore alle attese. Parallelamente, l'aumento dei prezzi ha continuato ad accelerare, sostenuto dalla crisi petrolifera legata al conflitto e dalle ripercussioni più ampie sulle pressioni inflazionistiche.


L'indice Dow Jones Industrial Average ha perso 315,36 punti, pari allo 0,59%, attestandosi a 52.163,07, l' S&P 500 ha ceduto 48,73 punti, pari allo 0,63%, chiudendo a 7.695,25 e il Nasdaq Composite ha perso 441,15 punti, pari all'1,66%, chiudendo a 26.108,35.


Tra gli 11 principali settori dell'indice S&P 500, i servizi di comunicazione e il comparto tecnologico hanno registrato le perdite più consistenti, mentre il settore sanitario si è distinto per i maggiori rialzi.


La stagione delle trimestrali del terzo trimestre ha superato il giro di boa, con 253 società dell'indice S&P 500 che hanno già comunicato i propri risultati. Secondo gli ultimi dati di LSEG, l'81% di queste aziende ha riportato utili superiori alle previsioni degli analisti.


Le stime degli analisti indicano ora una crescita complessiva degli utili delle società dell'S&P 500 pari al 31,0% su base annua nel terzo trimestre, secondo LSEG.


Caterpillar ha registrato utili trimestrali superiori alle attese, ma ha confermato i propri obiettivi di crescita. Nonostante i risultati positivi, le azioni del produttore di macchinari pesanti hanno perso il 9,5%.


Eli Lilly ha guadagnato il 6,3% in Borsa dopo aver rivisto al rialzo le previsioni sui ricavi, sostenuta dalla forte domanda dei suoi farmaci per la perdita di peso.


Ford ha invece registrato un rialzo del 2,9%, dopo aver comunicato ricavi trimestrali superiori alle aspettative del mercato.


Merck ha registrato utili trimestrali superiori alle attese, sostenuta dai solidi risultati del farmaco antitumorale Keytruda e del vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) Gardasil. Le azioni della società farmaceutica hanno guadagnato il 4,4%.


Il comparto del software ha mostrato un andamento prevalentemente negativo. Fortinet e ServiceNow hanno entrambe perso oltre il 20% dopo la pubblicazione dei rispettivi risultati trimestrali.


Marvell Technology ha subito un calo del 12,8% in seguito alle notizie diffuse dai media secondo cui sarebbero in fase avanzata le trattative per l'acquisizione di Lumentum Holdings, azienda specializzata nella produzione di componenti ottici per i data center. Al contrario, le azioni di Lumentum hanno registrato un rialzo del 2,0%.


Amazon ha perso il 3,9% in vista della pubblicazione dei risultati trimestrali, attesa dopo la chiusura delle contrattazioni.


Alla Borsa di New York, i titoli in rialzo hanno superato quelli in ribasso con un rapporto di 1,59 a 1. Nel corso della seduta sono stati registrati 113 nuovi massimi e 155 nuovi minimi.


Sul Nasdaq, invece, 2.416 titoli hanno chiuso in positivo e 2.221 in negativo, con un rapporto tra rialzi e ribassi pari a 1,09 a 1.


L'indice S&P 500 ha registrato 19 nuovi massimi e sei nuovi minimi sulle 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 81 nuovi massimi e 131 nuovi minimi nello stesso periodo.




Fonte: investing.com

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