Wall Street, crypto e neocloud in rialzo: oro in crescita, crolla Fluence Energy

I principali indici azionari statunitensi hanno registrato un forte rialzo nella seduta di giovedì, sostenuti dal miglioramento del sentiment degli investitori grazie alla discesa dei prezzi del petrolio. A contribuire al clima positivo è stata anche la prima decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse sotto la presidenza di Kevin Warsh, che ha ribadito l'impegno della banca centrale nel contrasto all'inflazione.
La decisione di politica monetaria ha contribuito ad attenuare una delle principali fonti di incertezza per i mercati, favorendo il ritorno degli investitori verso i settori maggiormente apprezzati. I titoli tecnologici hanno guidato i rialzi, con Nvidia e Amazon in aumento di oltre il 2% ciascuna.
La stagione degli utili sarà particolarmente importante nella seconda metà di settembre, tradizionalmente un mese debole per i mercati azionari. Dall'inizio del mese, l'indice S&P 500 ha infatti registrato una flessione dell'1,7%.
Alle 11:42 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 316,52 punti, pari allo 0,61%, a quota 51.778,04, l'S&P 500 ha guadagnato 80,05 punti, pari all'1,06%, a 7.631,86 e il Nasdaq Composite è aumentato di 411,57 punti, pari all'1,59%, a 26.390,96.
Il Russell 2000, indice che raccoglie le società statunitensi a piccola capitalizzazione, ha guadagnato oltre l'1%, raggiungendo quota 2.891,45, nonostante la maggiore sensibilità delle small cap all'andamento dei tassi di interesse.
La Federal Reserve ha tuttavia avvertito che nei prossimi mesi potrebbero essere necessari ulteriori rialzi dei tassi per contenere le pressioni sui prezzi. L'incertezza sull'entità e sulla durata del percorso di rialzo dei tassi potrebbe continuare a mantenere elevata la volatilità sui mercati azionari e obbligazionari nelle prossime settimane.
Secondo il FedWatch del CME, gli operatori di mercato stimano ora una probabilità di quasi il 51% che la Federal Reserve proceda con un ulteriore rialzo dei tassi durante la riunione di ottobre, in aumento rispetto al 44% circa stimato nella seduta precedente.
Anche il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni, considerato il principale riferimento del mercato obbligazionario, è diminuito, contribuendo ad allentare parte della pressione sui mercati azionari. Rendimenti elevati sui titoli di Stato statunitensi, considerati investimenti a basso rischio, tendono infatti a ridurre l'attrattiva relativa delle azioni.
Otto degli undici principali settori dell'S&P 500 hanno chiuso in territorio positivo. A guidare i rialzi è stato il comparto delle utility, in progresso dell'1%.
Il settore finanziario dell'S&P 500 è rimasto invece sostanzialmente invariato e si prepara a registrare la quarta seduta consecutiva in calo.
IL PETROLIO SCENDE, MA RESTANO I RISCHI IN MEDIO ORIENTE
Nel frattempo, i prezzi del petrolio hanno proseguito la discesa per il secondo giorno consecutivo. I future sul Brent sono scesi di oltre il 2%, attestandosi a 103,43 dollari al barile, mentre quelli sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) hanno perso circa il 2%, a 100,66 dollari al barile.
I titoli legati al settore delle criptovalute hanno registrato rialzi dopo che l'autorità di regolamentazione dei mercati finanziari statunitensi ha annunciato un'esenzione di cinque anni per la negoziazione di azioni tokenizzate. Robinhood e Circle Internet Group hanno guadagnato rispettivamente circa il 3% e il 4%, mentre Coinbase ha registrato un rialzo del 3%.
Positivi anche i titoli delle società neocloud, con Nebius e IREN in aumento di circa il 2% ciascuna. Nebius ha annunciato che dal 1° ottobre aumenterà i prezzi a consumo per il noleggio di alcuni chip Nvidia.
CoreWeave ha invece perso il 4% dopo aver comunicato l'intenzione di raccogliere nuovi capitali attraverso l'emissione di azioni e obbligazioni convertibili.
Fluence Energy ha subito un forte calo, con il titolo in ribasso di oltre il 14%, dopo che la società ha rivisto al ribasso le proprie previsioni di fatturato per l'esercizio fiscale 2026.
In rialzo anche le società attive nell'estrazione dell'oro, sostenute dall'aumento del 2% registrato dal prezzo del metallo prezioso. L'ETF VanEck Gold Miners ha guadagnato il 3,5%.
Sul NYSE, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 2,9 a 1. Sul Nasdaq, invece, il rapporto è stato di 3,03 a 1.
L'S&P 500 ha registrato 12 nuovi massimi a 52 settimane e 15 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 46 nuovi massimi e 87 nuovi minimi.
Fonte: investing.com





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