S&P 500 ai minimi da oltre un anno sul fronte delle valutazioni, mentre aumentano i segnali di debolezza sul mercato

Le Borse statunitensi hanno chiuso in ribasso giovedì, appesantite dai dati di agosto sui prezzi alla produzione e dal forte aumento delle quotazioni del petrolio. I nuovi segnali di pressione sui prezzi hanno rafforzato i timori che la Federal Reserve possa optare per un rialzo dei tassi già nella prossima settimana. A pesare sul mercato anche l'aumento dei rendimenti dei Treasury, che rende le azioni relativamente meno appetibili.
Tra i principali produttori di semiconduttori, Nvidia ha perso il 2,1%, mentre Micron Technology ha ceduto il 4,5%. In controtendenza Apple, salita di circa il 3% il giorno dopo la presentazione del nuovo iPhone da 1.999 dollari.
Le tensioni geopolitiche e le interruzioni delle principali rotte commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso, legate al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, hanno spinto il Brent in rialzo del 6%, fino a circa 107 dollari al barile. L'impennata del greggio ha alimentato ulteriormente le preoccupazioni sull'inflazione e rafforzato le aspettative di un possibile rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione di politica monetaria prevista per mercoledì.
Sul mercato obbligazionario, il rendimento dei Treasury decennali è salito ai massimi degli ultimi quasi tre anni. Il rendimento dei titoli a 30 anni ha invece raggiunto il livello più alto degli ultimi 19 anni, mentre quello dei Treasury a 2 anni è salito ai massimi degli ultimi due anni.
I dati diffusi giovedì hanno evidenziato un aumento mensile dell'indice dei prezzi alla produzione (PPI) statunitense ad agosto, in linea con le attese degli analisti, sostenuto dalla ripresa dei costi energetici. Ora l'attenzione degli investitori si sposta sui dati sull'inflazione al consumo di agosto, in programma per venerdì, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle prossime mosse della Federal Reserve.
L'S&P 500 ha terminato la seduta in calo dello 0,59%, a 7.591,55 punti, mentre il Nasdaq ha ceduto lo 0,59%, chiudendo a 26.098,40 punti.
Secondo il CME FedWatch, i mercati stanno ora scontando una probabilità del 70% di un rialzo dei tassi di almeno 25 punti base da parte della Federal Reserve nella riunione della prossima settimana. La stima è salita rispetto al 64% circa registrato prima della pubblicazione dei dati di giovedì.
Il quadro settoriale è risultato prevalentemente negativo: nove degli 11 comparti dell'S&P 500 hanno chiuso in territorio negativo. A guidare i ribassi è stato il settore dei materiali, in flessione dell'1,6%, seguito da quello tecnologico, che ha perso lo 0,9%.
Dopo le recenti perdite, l'S&P 500 si trova ora quasi il 3% al di sotto del record di chiusura raggiunto il 13 agosto. Nonostante il recente arretramento, l'indice mantiene comunque un guadagno dell'11% dall'inizio del 2026.
Il recente arretramento dell'S&P 500, accompagnato da prospettive ancora solide sul fronte degli utili societari, ha portato il principale indice azionario statunitense a trattare a circa 19 volte gli utili attesi. Si tratta del livello più basso dall'aprile 2025, quando gli annunci sui dazi del cosiddetto “Liberation Day” da parte del presidente statunitense Donald Trump avevano provocato forti turbolenze sui mercati globali.
Tra i singoli titoli, Macy's ha ceduto il 4,3% nella seduta di giovedì. Il gruppo della grande distribuzione ha rivisto al rialzo le proprie previsioni per l'intero anno, ma l'aggiornamento non è stato sufficiente a soddisfare le aspettative degli investitori.
Forte calo anche per American Eagle Outfitters, le cui azioni sono crollate del 16%, raggiungendo i minimi da ottobre. Il produttore di abbigliamento ha confermato le proprie stime annuali sulle vendite comparabili, in un contesto caratterizzato da una domanda nel comparto dei beni discrezionali ancora volatile.
All'interno dell'S&P 500, i titoli in ribasso hanno nettamente prevalso su quelli in rialzo, con un rapporto di 2,3 a 1.
Nel corso della seduta, l'S&P 500 ha registrato 8 nuovi massimi e 28 nuovi minimi, mentre sul Nasdaq i nuovi massimi sono stati 31 contro 179 nuovi minimi.
Fonte: investing.com





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