Raffinerie, l’allarme di Unem: la sicurezza energetica passa dagli impianti
Murano chiede una strategia europea per la raffinazione e distingue il ruolo del greggio nazionale da quello del gas.
La sicurezza energetica non dipende soltanto dalla disponibilità di greggio. Nell’intervista su Repubblica del 12 settembre, il presidente di Unem Gianni Murano richiama l’attenzione sulla raffinazione e sulla necessità di una strategia europea. A suo giudizio, aumentare l’estrazione petrolifera nazionale avrebbe un’incidenza limitata, mentre una maggiore disponibilità di gas potrebbe aiutare le attività energivore.
Il punto riguarda la trasformazione della materia prima in prodotti. Disporre di petrolio e disporre di carburanti sono due condizioni collegate, ma differenti: tra estrazione e consumo intervengono impianti, logistica, stoccaggi e reti distributive. La vulnerabilità di uno di questi passaggi può incidere sulla disponibilità finale anche quando il greggio è acquistabile.
La posizione si inserisce nel Manifesto 2.0 della raffinazione europea, presentato a luglio da FuelsEurope con il contributo di Unem. Il documento rivendica un ruolo per gli impianti nella transizione e indica la trasformazione verso carburanti rinnovabili e a minore intensità carbonica come parte del percorso. L’associazione richiama in particolare i consumi di aviazione, trasporto marittimo, chimica e difesa.
La richiesta alle istituzioni combina regole stabili, competitività e strumenti capaci di ridurre il rischio degli investimenti. Si tratta della proposta dell’industria, non di un piano europeo già approvato. Il tema è evitare che la riduzione della capacità produttiva interna si traduca in maggiore dipendenza dall’importazione di prodotti raffinati, spostando all’estero la filiera.
Per valutare gli interventi occorre distinguere continuità degli approvvigionamenti e risultati ambientali. Mantenere capacità industriale non esaurisce la transizione: servono progetti definiti, investimenti e verifica delle emissioni lungo il ciclo di produzione. Le scelte sui singoli stabilimenti devono inoltre confrontarsi con la domanda attesa, i costi operativi e i tempi necessari alla conversione.






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