Casa e tassi, l’effetto della stretta potrebbe arrivare nel 2027
Nomisma segnala uno scarto temporale tra aumento del costo del credito e rallentamento delle compravendite.

Il mercato della casa reagisce ai tassi con tempi diversi da quelli delle decisioni monetarie. Nella newsletter RealEstate+ dell’11 settembre, Il Sole 24 Ore riporta l’analisi di Nomisma: l’effetto dell’ultimo rialzo della Bce potrebbe emergere soprattutto nel 2027, con un ritardo indicativo di circa due trimestri. È una lettura della dinamica storica, non una previsione certa sul numero delle future transazioni.
Il costo del mutuo incide sulla rata sostenibile e, quindi, sul capitale che una famiglia può finanziare. Il passaggio alla compravendita richiede però tempo: tra ricerca dell’immobile, proposta, istruttoria bancaria e rogito possono trascorrere mesi. Una variazione delle condizioni creditizie non si traduce dunque automaticamente in un movimento immediato dei volumi registrati.
La newsletter richiama anche il dato del secondo trimestre 2026: le compravendite risultano cresciute dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta di una sostanziale stabilità, non di un calo annuo. Il dato riguarda inoltre un periodo precedente all’ultima decisione monetaria e non ne può misurare direttamente gli effetti.
L’esperienza recente mostra la sensibilità del residenziale al credito. La fase di inflazione elevata e rialzi dei tassi ha ridotto l’accessibilità dei finanziamenti; la successiva stabilizzazione ha favorito il recupero della domanda. La relazione non è però esclusiva: redditi, risparmi disponibili, offerta di abitazioni e aspettative delle famiglie contribuiscono a determinare gli scambi.
Per leggere i prossimi trimestri sarà quindi utile distinguere prezzi, transazioni e mutui. Meno compravendite non implicano necessariamente quotazioni in discesa, soprattutto dove l’offerta è scarsa. E un aumento dei tassi ufficiali non modifica nello stesso modo tutti i contratti già in essere. La portata del rallentamento dipenderà anche dalla durata della stretta e dalla capacità della domanda di adattare budget, metrature e localizzazione della ricerca.





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