Gas europeo ai massimi da tre anni: il Ttf supera 78 euro

Le tensioni geopolitiche spingono il gas europeo e il petrolio, riaprendo il rischio di una nuova pressione sui costi energetici.
Il prezzo del gas naturale europeo torna su livelli che non si vedevano da circa tre anni. Al Ttf di Amsterdam i future con consegna a ottobre hanno raggiunto 78,36 euro per megawattora, con un rialzo del 3,3%. Nella stessa fase il Wti è salito a 95,74 dollari al barile e il Brent a 100,6 dollari.
La contemporanea crescita di gas e petrolio segnala che il mercato sta aumentando il premio per il rischio collegato alle tensioni geopolitiche. L’attenzione degli operatori è concentrata sul confronto tra Stati Uniti e Iran e sulle possibili conseguenze per le forniture energetiche e per le principali rotte commerciali internazionali.
Per l’Europa il gas conserva un ruolo determinante nella formazione dei prezzi dell’energia. Un aumento duraturo delle quotazioni può incidere sui costi della generazione elettrica, sulla competitività delle imprese energivore e sulle bollette di famiglie e aziende. Chimica, vetro, ceramica, carta, siderurgia e numerose altre attività industriali rimangono particolarmente esposte alle oscillazioni del mercato.
Il nuovo rialzo arriva inoltre in una fase nella quale l’inflazione è tornata al centro delle valutazioni delle banche centrali. L’energia rappresenta infatti uno dei canali più rapidi attraverso i quali uno shock internazionale può trasferirsi sull’economia reale: prima attraverso carburanti ed elettricità, successivamente attraverso trasporti, produzione e distribuzione.
La tenuta delle scorte europee e la diversificazione degli approvvigionamenti restano elementi importanti, ma non eliminano il rischio legato ai prezzi internazionali. Il superamento di quota 78 euro riporta così la sicurezza energetica al centro delle decisioni economiche, proprio mentre imprese e mercati finanziari avevano iniziato a considerare superata la fase più critica della precedente crisi del gas.





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