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Business Wallet, Urso annuncia il portafoglio digitale per le imprese: meno burocrazia e documenti validi in tutta Europa

19 minuti fa
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Un portafoglio digitale per le imprese capace di concentrare documenti, credenziali e informazioni necessarie per partecipare a gare pubbliche e svolgere procedure amministrative senza dover ricostruire ogni volta la documentazione richiesta. È il progetto del Business Wallet annunciato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha indicato nelle prossime settimane la presentazione dell'iniziativa insieme al testo unico dedicato alle startup e alle imprese innovative. L'obiettivo è realizzare uno strumento attraverso il quale un'azienda possa dimostrare in maniera immediata la propria identità e i propri requisiti, utilizzando informazioni digitali verificabili nei rapporti con le amministrazioni e, progressivamente, nell'intero mercato europeo.


Il principio alla base del sistema è quello di creare una vera identità digitale dell'impresa. Nel Business Wallet potranno essere gestite credenziali, autorizzazioni, licenze, certificazioni, deleghe e altri documenti necessari allo svolgimento dell'attività economica. L'impresa potrà identificarsi, dimostrare determinate caratteristiche, condividere documenti verificati e delegare soggetti autorizzati ad agire per suo conto. Il portafoglio dovrebbe inoltre consentire di firmare, sigillare digitalmente e marcare temporalmente gli atti, trasformando operazioni oggi distribuite tra differenti piattaforme e archivi in un processo maggiormente integrato. La prospettiva è quella del principio “once only”: i dati già disponibili presso la pubblica amministrazione non dovrebbero essere continuamente richiesti all'azienda.


Uno degli utilizzi più immediati riguarda le gare pubbliche. Attualmente la partecipazione a molte procedure richiede alle imprese di raccogliere certificazioni, dichiarazioni e attestazioni provenienti da fonti differenti. Il Business Wallet punta a rendere queste informazioni disponibili in uno spazio digitale sicuro, permettendo di verificarle e condividerle in tempo reale. Il vantaggio sarebbe particolarmente significativo per piccole e medie imprese, che dispongono di strutture amministrative più ridotte e sulle quali gli adempimenti burocratici incidono proporzionalmente più che sui grandi gruppi. La digitalizzazione non eliminerebbe i requisiti previsti dalle norme, ma dovrebbe semplificare il modo attraverso il quale vengono dimostrati e controllati.


Il progetto italiano si inserisce nella più ampia costruzione dell'European Business Wallet. La Commissione europea ha presentato nel novembre 2025 una proposta di regolamento per creare un sistema armonizzato attraverso il quale imprese ed enti pubblici possano identificarsi, autenticarsi e scambiare dati con pieno valore giuridico in tutta l'Unione. La proposta è ancora nel percorso legislativo europeo e l'architettura definitiva dovrà quindi essere completata. L'ambizione è superare la frammentazione tra sistemi nazionali e consentire a un'impresa italiana di utilizzare le proprie credenziali digitali anche quando opera in un altro Stato membro, senza dover ricostruire da zero la propria identità amministrativa.


La dimensione economica della semplificazione è rilevante. Secondo le valutazioni che accompagnano il progetto europeo, la gestione delle procedure cartacee, le verifiche manuali e la difficoltà di riconoscimento transfrontaliero delle informazioni producono costi significativi per le aziende. La Commissione stima che l'intero pacchetto europeo di semplificazione digitale possa generare fino a 5 miliardi di euro di minori costi amministrativi cumulati entro il 2029, mentre attribuisce ai Business Wallet, una volta pienamente operativi, un potenziale di risparmio molto più ampio, pari ad almeno 160 miliardi di euro l'anno. Si tratta di stime prospettiche, legate all'effettiva diffusione e interoperabilità degli strumenti.


La sfida sarà infatti rendere il nuovo portafoglio compatibile con i sistemi già utilizzati dalle imprese italiane. Il Paese dispone del Registro delle imprese, del Cassetto digitale dell'imprenditore, della firma digitale e di numerose piattaforme pubbliche attraverso le quali vengono gestiti adempimenti e autorizzazioni. Il Business Wallet dovrà quindi funzionare come elemento di integrazione e non come un ulteriore livello burocratico. Anche il sistema delle Camere di commercio sta lavorando sull'integrazione del portafoglio nel Cassetto digitale, con l'obiettivo di gestire identità legali, deleghe e credenziali professionali attraverso uno spazio digitale sicuro.


Accanto alle opportunità emergono questioni legate alla sicurezza informatica, alla protezione dei dati e alla responsabilità nella gestione delle credenziali. Un contenitore capace di attribuire valore giuridico a documenti e deleghe aziendali dovrà garantire standard elevati di autenticazione e tracciabilità, soprattutto quando verrà utilizzato per operazioni transfrontaliere. Il progetto europeo prevede che l'adozione da parte delle imprese rimanga volontaria, mentre le amministrazioni saranno chiamate, una volta completato il quadro normativo, a riconoscerne le funzioni fondamentali. Per l'Italia il Business Wallet diventa così un banco di prova della digitalizzazione della burocrazia, con la promessa di trasformare informazioni già possedute dalle amministrazioni in credenziali immediatamente utilizzabili dalle aziende nei rapporti con lo Stato e con il mercato unico.

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