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Wall Street sotto pressione: timori sull’IA e attese sui tassi Fed pesano sui mercati

1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min

I principali indici di Wall Street hanno chiuso in calo lunedì, penalizzati dalla forte vendita di titoli legati all’intelligenza artificiale, dopo che alcuni importanti dirigenti statunitensi hanno espresso preoccupazioni sulla sicurezza e invitato a rallentare lo sviluppo delle capacità dell’IA.


Le azioni di Nvidia hanno perso circa il 3%, scendendo ai minimi delle ultime tre settimane. In calo anche Amazon, altro componente delle cosiddette “Magnificent Seven”, che ha ceduto oltre l’1%.


Sabato, Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha invitato le aziende del settore a moderare il ritmo con cui stanno sviluppando le capacità dei propri modelli di intelligenza artificiale. Una posizione condivisa anche da Elon Musk, alla guida di xAI, e da Sam Altman, CEO di OpenAI.


Le vendite sui titoli tecnologici evidenziano un raffreddamento dell’entusiasmo che ha accompagnato il boom dell’intelligenza artificiale. La corsa allo sviluppo di modelli sempre più avanzati sembra infatti lasciare spazio a una valutazione più prudente dei rischi e delle prospettive del settore.


I massicci investimenti nell’IA hanno sostenuto una crescita eccezionale di numerosi titoli tecnologici e dei semiconduttori, contribuendo in modo significativo ai forti rialzi registrati dai mercati azionari negli ultimi anni.


Alle 11:40 ET, il Dow Jones Industrial Average ha perso 123,22 punti, pari allo 0,23%, attestandosi a 52.450,07, l' S&P 500 ha ceduto 32,20 punti, pari allo 0,42%, chiudendo a 7.624,78, e il Nasdaq Composite ha ceduto 114,87 punti, pari allo 0,44%, chiudendo a 26.218,17.


I ribassi si sono ridotti rispetto all’avvio della seduta, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che l’Iran sarebbe interessato a raggiungere un accordo, aggiungendo che spetterà a lui decidere se gli Stati Uniti parteciperanno a eventuali negoziati.


I titoli dei produttori di chip hanno registrato forti perdite: Intel, AMD e Marvell Technology hanno ceduto rispettivamente circa il 5%, il 5% e il 6%.


L’indice dei semiconduttori della Borsa di Filadelfia (SE Semiconductor Index) è sceso di circa il 5% e, qualora le perdite dovessero mantenersi su questi livelli, si appresta a segnare la peggiore performance giornaliera da luglio.


Otto degli undici principali settori dell’S&P 500 hanno chiuso in territorio negativo, con i comparti industriale e tecnologico tra i più penalizzati.


Al contrario, i settori dei beni di consumo di base e della sanità hanno guadagnato rispettivamente circa il 2% e l’1%, sostenuti dalla ricerca di maggiore sicurezza da parte degli investitori, che si sono orientati verso i comparti più difensivi del mercato.


In rialzo anche le società software, precedentemente penalizzate dai timori che l’intelligenza artificiale potesse mettere sotto pressione i loro modelli di business. ServiceNow ha guadagnato circa il 7%, Adobe il 4% e Workday il 5%.


Meta e Alphabet hanno infine registrato entrambe un rialzo di circa il 2%.


Gli operatori di mercato prevedono un possibile rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.


I timori legati ai potenziali rischi dell’intelligenza artificiale si sono intensificati la scorsa settimana, quando Jacob Coxon, ricercatore di Anthropic, si è dimesso sostenendo che chi lavora allo sviluppo dell’IA ritiene concretamente possibile che questa tecnologia possa rappresentare una minaccia esistenziale entro la fine del decennio.


La debolezza dei mercati azionari potrebbe condizionare il sentiment degli investitori in vista della riunione della Federal Reserve prevista per la fine della settimana. Secondo le stime del FedWatch del CME, gli operatori stanno attualmente attribuendo una probabilità di quasi il 90% a un rialzo dei tassi da parte della banca centrale statunitense.


Nel frattempo, i prezzi del petrolio restano vicini ai livelli più elevati registrati da maggio. I future sul Brent sono saliti di circa il 4%, raggiungendo quota 108,52 dollari al barile, mentre i future sul West Texas Intermediate (WTI) hanno guadagnato oltre il 3%, attestandosi a 103,81 dollari.


Sul New York Stock Exchange, i titoli in ribasso hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,75 a 1. Sul Nasdaq, invece, il rapporto è stato di 1,14 a 1.


L’S&P 500 ha registrato nove nuovi massimi a 52 settimane e otto nuovi minimi. Il Nasdaq Composite ha invece segnato 34 nuovi massimi e 152 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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