Reform UK, scandalo sui finanziamenti alla vigilia del congresso: Farage sotto pressione mentre il partito cresce
- piscitellidaniel
- 1 giorno fa
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Il congresso di Reform UK a Birmingham si apre nel momento più delicato della recente ascesa politica del partito guidato da Nigel Farage. A poche ore dall'appuntamento, un'inchiesta giornalistica ha sollevato nuove accuse sulla gestione dei finanziamenti, portando alle dimissioni temporanee di due figure di primo piano: James Orr, responsabile delle politiche del partito, e Dan Jukes, stretto collaboratore di Farage. Reform ha avviato un'indagine interna, mentre le presunte irregolarità sono state segnalate anche alla polizia e alla Electoral Commission. Le contestazioni arrivano mentre la formazione populista britannica tenta di consolidare il consenso conquistato negli ultimi anni e di presentarsi come una concreta alternativa a laburisti e conservatori.
Al centro della vicenda c'è un'inchiesta sotto copertura nella quale alcuni giornalisti si sono presentati come un ricco finanziatore statunitense e suo figlio residente nel Regno Unito. Secondo quanto emerso dalle registrazioni, esponenti di Reform avrebbero discusso modalità attraverso le quali utilizzare risorse provenienti dall'estero, nonostante la legislazione britannica imponga precise limitazioni alle donazioni politiche straniere. Una delle questioni riguarda tre sondaggi commissionati nell'interesse del partito, per un costo complessivo di 32.500 sterline, che sarebbero stati pagati da soggetti presentati come finanziatori americani. Le rilevazioni erano successivamente finite al centro del dibattito pubblico senza che fosse noto il collegamento con Reform.
Ancora più delicata è la registrazione nella quale sarebbe stata discussa una possibile donazione da 500mila sterline, ipotizzando il passaggio delle risorse attraverso un soggetto britannico. Nessun versamento di quella dimensione risulta essere stato completato nell'ambito dell'operazione sotto copertura, ma le conversazioni hanno aperto interrogativi sulla compatibilità delle modalità prospettate con le norme elettorali. Reform UK respinge le accuse e sostiene di essere stato vittima di un'operazione costruita per danneggiare il partito. Farage ha parlato di una trappola e ha negato comportamenti illeciti, mentre la formazione ha deciso di sospendere i due dirigenti coinvolti in attesa dell'esito della propria verifica interna.
La controversia si inserisce in un quadro finanziario già sottoposto a forte attenzione. Farage è infatti coinvolto in un'altra verifica relativa a un regalo da 5 milioni di sterline ricevuto dall'imprenditore Christopher Harborne e non inizialmente registrato come beneficio parlamentare. Il leader di Reform sostiene che quella somma non fosse collegata alla sua attività politica e nega qualsiasi violazione. Parallelamente, la polizia sta esaminando due donazioni da 250mila sterline effettuate nel 2024 da Fiona Cottrell, madre di George Cottrell, storico collaboratore di Farage. Le diverse vicende non devono essere confuse tra loro, ma contribuiscono ad aumentare la pressione sulla trasparenza finanziaria del partito.
Il paradosso è che lo scandalo arriva proprio mentre Reform UK dimostra una capacità di raccolta fondi superiore a quella dei tradizionali protagonisti della politica britannica. Nel secondo trimestre del 2026 il partito ha ricevuto circa 5,3 milioni di sterline in donazioni. La parte predominante, 4 milioni, è arrivata da Ben Delo, imprenditore britannico delle criptovalute e cofondatore di BitMEX. Il peso assunto da pochi grandi finanziatori alimenta però il dibattito sulla dipendenza dei partiti dai cosiddetti mega-donatori e sulle nuove regole con cui il Regno Unito intende rafforzare i controlli sulla provenienza del denaro utilizzato nell'attività politica.
Per Farage il congresso di Birmingham assume così un significato molto più ampio rispetto a un normale appuntamento organizzativo. Reform vuole dimostrare di possedere strutture, programmi e classe dirigente sufficienti per trasformare il consenso accumulato in una vera forza di governo. Il partito dispone ancora di una presenza parlamentare limitata rispetto a Labour e conservatori, ma i successi nelle elezioni locali e la crescita registrata nei sondaggi ne hanno cambiato il peso politico. Proprio questa evoluzione rende più stringente l'esame sulla governance, sulle procedure interne e sulla provenienza delle risorse finanziarie.
Lo scandalo rischia quindi di mettere alla prova il processo di istituzionalizzazione di Reform UK. Una formazione nata soprattutto intorno alla capacità comunicativa e alla popolarità di Farage deve ora dimostrare di poter applicare standard organizzativi adeguati alle proprie ambizioni. L'inchiesta interna e gli eventuali accertamenti delle autorità saranno decisivi per stabilire la natura delle responsabilità, che al momento restano oggetto di contestazione. Per Farage la sfida politica consiste nel mantenere l'iniziativa proprio mentre l'attenzione si sposta dai temi che hanno alimentato la crescita di Reform – immigrazione, tasse, spesa pubblica e rapporto con l'establishment – alla trasparenza dei finanziamenti e all'affidabilità della struttura che aspira a governare il Regno Unito.



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