RD Congo verso il trasferimento dell’ambasciata a Gerusalemme: si rafforza l’asse con Israele
- piscitellidaniel
- 1 giorno fa
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La Repubblica Democratica del Congo prepara il trasferimento della propria ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme, una scelta dal forte valore politico e diplomatico che rafforza i rapporti tra Kinshasa e lo Stato ebraico. L’intesa è stata rilanciata dopo l’incontro del 1° settembre tra il presidente congolese Félix-Antoine Tshisekedi e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In una dichiarazione congiunta, i due Paesi hanno indicato l’intenzione di proseguire le consultazioni necessarie per realizzare il trasferimento della rappresentanza diplomatica congolese e, parallelamente, per arrivare all’apertura di un’ambasciata israeliana residente a Kinshasa. Non è stato ancora indicato un calendario per l’attuazione concreta delle due iniziative.
La decisione assume particolare rilevanza per la controversa questione dello status di Gerusalemme. La maggior parte dei Paesi che intrattengono relazioni diplomatiche con Israele mantiene infatti le proprie ambasciate nell’area di Tel Aviv, considerando lo status definitivo della città una delle questioni da definire nell’ambito di un accordo tra israeliani e palestinesi. Israele considera Gerusalemme la propria capitale indivisibile, mentre i palestinesi rivendicano Gerusalemme Est come capitale di un futuro Stato. Il trasferimento dell’ambasciata statunitense deciso durante la prima presidenza di Donald Trump e concretizzato nel 2018 aveva modificato un equilibrio diplomatico consolidato, ma soltanto un numero limitato di Stati ha successivamente seguito Washington.
La mossa di Kinshasa non nasce tuttavia improvvisamente. Già nel 2023, durante un incontro a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Tshisekedi aveva annunciato a Netanyahu l’intenzione di trasferire l’ambasciata congolese a Gerusalemme. In quella occasione era stata prospettata anche l’apertura di una rappresentanza israeliana nella capitale della Repubblica Democratica del Congo. Il nuovo incontro tra i due leader riporta quindi il progetto al centro delle relazioni bilaterali e segnala la volontà di trasformare un impegno politico rimasto finora sulla carta in un percorso diplomatico operativo.
Dietro il valore simbolico della scelta esistono anche importanti interessi economici e strategici. La Repubblica Democratica del Congo dispone di enormi risorse minerarie ed è uno dei Paesi centrali nelle catene globali delle materie prime necessarie alla transizione energetica e all’industria tecnologica. Il rafforzamento delle relazioni con Israele può aprire nuovi spazi di collaborazione nei settori dell’agricoltura, sicurezza, tecnologia, cybersecurity e investimenti, ambiti nei quali le imprese israeliane dispongono di competenze consolidate. Per Kinshasa la diversificazione delle alleanze internazionali assume inoltre un’importanza crescente in una fase caratterizzata da forti tensioni nella parte orientale del Paese.
Proprio la situazione della sicurezza regionale costituisce un altro elemento essenziale. Il governo congolese è impegnato da anni contro gruppi armati attivi nelle province orientali e ha cercato un sostegno internazionale più incisivo anche rispetto al ruolo attribuito al vicino Ruanda nel conflitto. In questo scenario, una relazione più stretta con Israele può offrire a Kinshasa nuove opportunità di cooperazione in materia di difesa, intelligence e sicurezza. Per Israele, invece, il consolidamento dei rapporti con la Repubblica Democratica del Congo rientra in una strategia più ampia di rafforzamento della propria presenza diplomatica nel continente africano.
La scelta resta comunque delicata sul piano internazionale. Numerosi governi africani mantengono una posizione favorevole alla soluzione dei due Stati e considerano la questione di Gerusalemme parte integrante del negoziato israelo-palestinese. Negli anni Settanta diversi Paesi africani interruppero o ridimensionarono le relazioni con Israele dopo la guerra del 1973, mentre nei decenni successivi i rapporti sono stati progressivamente ricostruiti. Anche l’attuale decisione congolese dovrà quindi essere valutata nel quadro degli equilibri diplomatici dell’Unione Africana e delle relazioni di Kinshasa con i Paesi arabi.
Per Israele, l’impegno della Repubblica Democratica del Congo rappresenta un risultato diplomatico significativo proprio perché il numero degli Stati con ambasciate a Gerusalemme rimane ristretto. Per Tshisekedi, invece, il trasferimento diventa parte di una strategia più ampia volta a consolidare il rapporto con un partner tecnologicamente avanzato e ad ampliare le alleanze internazionali del Paese. L’effettiva portata della decisione dipenderà ora dalle modalità e dai tempi concordati attraverso i canali diplomatici, mentre l’eventuale apertura di una rappresentanza israeliana permanente a Kinshasa renderebbe ancora più evidente il salto di qualità nelle relazioni bilaterali.



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