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Deepfake e immagini false: il Garante privacy chiede interventi più rapidi

Il Garante per la protezione dei dati personali ha lanciato un nuovo allarme sui servizi basati sull’intelligenza artificiale che permettono di creare contenuti falsi utilizzando immagini o voci reali.Particolare attenzione riguarda le piattaforme capaci di generare immagini intime senza il consenso delle persone coinvolte. Secondo l’Autorità, queste pratiche possono comportare gravi violazioni dei diritti fondamentali e anche conseguenze penali.Già nel 2025 il Garante aveva adottato provvedimenti contro alcuni servizi di A.I.. L’Autorità torna ora a chiedere strumenti più efficaci per bloccare rapidamente l’accesso dall’Italia a tali piattaforme online.L’obiettivo è limitare la diffusione virale di contenuti dannosi e impedire la circolazione incontrollata di dati personali. Per il Garante, la tempestività degli interventi è essenziale per evitare danni spesso irreparabili alla privacy delle persone.

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