Concordato biennale, Telefisco chiarisce gli effetti dei nuovi soci

Le Entrate distinguono rinnovo e prima adesione, applicano i 35mila euro per socio e chiariscono il recupero degli interessi.
Le risposte dell’Agenzia delle Entrate a Speciale Telefisco 2026 precisano gli effetti dei cambi nella compagine di uno studio associato sul concordato preventivo biennale 2026-2027. Occorre distinguere la prima adesione dal rinnovo e la posizione individuale degli associati con partita Iva.
L’ingresso di un associato che aumenta il numero dei componenti può far cessare il concordato dello studio dal periodo della modifica. Il decreto legislativo n. 148 del 2026 introduce però una deroga per il rinnovo: l’ingresso può essere salvaguardato se il nuovo socio aveva, nell’anno precedente, redditi di lavoro dipendente o assimilati oppure redditi d’impresa o autonomi non superiori a 35mila euro.
Il limite dei 35mila euro opera per ciascun socio che entra, anche quando più ingressi avvengono nello stesso periodo. Non è quindi una soglia cumulativa riferita alla variazione complessiva della compagine. Per un nuovo associato che aveva già aderito individualmente al concordato, la risposta esamina il reddito effettivo dell’anno precedente nel verificare l’applicabilità della deroga.
Se un associato mantiene la quota nello studio ma cessa la propria attività individuale, gli effetti del concordato vengono meno per lui dal medesimo periodo; la sola cessazione individuale non provoca automaticamente quella dello studio. L’uscita di un socio, inoltre, non integra la causa relativa a modifiche che aumentano il numero degli associati.
Per la sostituzione contestuale di un professionista con un altro, l’Agenzia richiama la risposta a interpello n. 100 del 2026: se uscita e ingresso hanno effetto nella stessa data e il numero dei soci resta invariato, non si realizza l’aumento che determina quella causa di cessazione. Il documento considera anche il subentrante con partita Iva appena aperta ed escluso dagli Isa.
Per chi rinnova il concordato 2026-2027 è prevista la rateazione senza interessi. Se sopraggiunge una causa di decadenza, il beneficio si perde: gli interessi sono recuperati anche sulle rate già versate. L’applicazione richiede di verificare date, tipo di adesione, redditi precedenti e causa specifica della decadenza.






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