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Codice della strada, il Mit rivede le sanzioni: multe complessivamente più leggere del 7%

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette mano al sistema delle sanzioni del futuro Codice della strada e presenta una nuova tabella che, nel complesso, riduce di circa il 7% l’impatto economico delle multe rispetto agli importi attualmente previsti. Il documento, trasmesso il 3 settembre agli operatori e alle associazioni coinvolte nella consultazione, comprende 795 fattispecie sanzionatorie. Soltanto 66, pari a circa l’8% del totale, prevedono un aumento, mentre per tutte le altre viene proposta una riduzione, in alcuni casi significativa. Non si tratta ancora di un nuovo tariffario già applicabile agli automobilisti: la tabella rientra nel percorso di confronto avviato dal Mit per la revisione complessiva del Codice della strada.



La filosofia dell’intervento è quella di costruire un sistema di sanzioni più proporzionato alla gravità delle condotte, riducendo gli importi nei casi considerati meno pericolosi e aumentando invece le multe quando il comportamento rappresenta un rischio maggiore per la sicurezza. Tra gli incrementi più rilevanti figura la circolazione senza la necessaria assicurazione obbligatoria: la sanzione prevista passerebbe dagli attuali 866 euro a 1.000 euro. Viene inoltre rafforzata la risposta nei confronti di alcune manovre considerate particolarmente pericolose. La violazione delle regole di precedenza durante immissioni nella circolazione, retromarce e inversioni di marcia, per esempio, vedrebbe salire l’importo da 42 a 80 euro.

Una delle novità più significative riguarda l’introduzione di 85 nuove fattispecie sanzionatorie, equivalenti a circa l’11% del totale esaminato. Si tratta di comportamenti segnalati soprattutto dalla Polizia locale per i quali l’attuale disciplina non prevede una risposta specifica sufficientemente chiara, creando difficoltà interpretative e applicative. Tra gli esempi indicati dal Ministero compare l’accensione di fuochi nelle vicinanze della strada, per la quale viene prospettata una sanzione da 250 a 1.000 euro. L’obiettivo è intervenire su condotte che possono determinare pericoli immediati per la circolazione e che finora dovevano essere ricondotte a disposizioni non sempre perfettamente aderenti al caso concreto.


Particolare attenzione viene dedicata anche alla mobilità urbana e alla tutela dei pedoni. Per chi utilizza i monopattini creando intralcio alla circolazione pedonale viene prevista una sanzione compresa tra 40 e 160 euro. La stessa forbice viene indicata per la circolazione sul marciapiede con veicoli a due o tre ruote. Sono interventi che riflettono il cambiamento della mobilità nelle città italiane, dove biciclette, monopattini, motocicli, automobili e pedoni condividono spazi sempre più congestionati. La revisione punta quindi non soltanto a modificare gli importi, ma anche a colmare alcune lacune emerse con la diffusione di nuove forme di trasporto individuale.


Il progetto si inserisce nella più ampia opera di riscrittura del Codice della strada avviata sulla base della delega contenuta nella legge 25 novembre 2024, n. 177. Il Mit aveva già trasmesso in agosto a oltre cento operatori e associazioni i materiali di lavoro, indicando tra le priorità una maggiore tutela degli utenti vulnerabili, il contrasto alla circolazione dei veicoli privi di assicurazione e un sistema di multe ritenuto meno vessatorio e maggiormente collegato alla reale pericolosità delle infrazioni. La nuova tabella rappresenta quindi un passaggio del confronto tecnico e non l’entrata in vigore immediata dei nuovi importi.


La revisione delle sanzioni potrebbe avere conseguenze anche per le amministrazioni locali, che utilizzano parte dei proventi delle multe per finanziare attività legate alla sicurezza stradale e alla manutenzione. Una riduzione generalizzata degli importi può incidere sulle entrate, anche se l’effetto concreto dipenderà dal testo definitivo, dal numero delle violazioni accertate e dalle nuove modalità di ripartizione delle somme. Il tema è particolarmente sensibile per i Comuni, chiamati contemporaneamente a garantire controlli efficaci e a destinare le risorse provenienti dalle sanzioni agli interventi previsti dalla normativa.


La scelta del Ministero segna dunque un cambiamento nell’impostazione del sistema: meno peso economico complessivo, ma maggiore severità verso le condotte considerate realmente pericolose. Il passaggio successivo sarà il confronto con associazioni, operatori e soggetti istituzionali coinvolti, le cui osservazioni potranno ancora modificare il quadro. Per gli automobilisti, pertanto, gli importi indicati nella nuova tabella non devono essere considerati già operativi: rappresentano la base tecnica sulla quale si sta costruendo una revisione destinata a incidere in profondità sulle regole della circolazione e sul sistema sanzionatorio italiano.

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