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Adempimento collaborativo, dal Tcf certificato arrivano gli effetti premiali

30 set
Tempo di lettura: 2 min
Documenti e calcolatrice per gli adempimenti fiscali

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito gli effetti del Tax Control Framework certificato nell’ambito dell’adempimento collaborativo. Il sistema deve consentire all’impresa di individuare, misurare e governare il rischio fiscale prima che si trasformi in violazione, collegando processi, responsabilità e flussi informativi. La certificazione rafforza l’affidabilità del modello, ma non sostituisce l’effettivo funzionamento dei controlli.

La circolare 6/E del 6 agosto 2026 ricostruisce condizioni di accesso e conseguenze premiali. La cooperazione preventiva con l’amministrazione permette di discutere le posizioni incerte e può incidere sul trattamento sanzionatorio, purché il contribuente comunichi in modo tempestivo e completo i rischi rilevanti. Trasparenza e comportamento coerente sono parte del beneficio, non adempimenti formali successivi al controllo.

Per i gruppi societari, il Tcf deve coprire processi che attraversano più funzioni: chiusura contabile, imposte dirette, Iva, operazioni straordinarie, prezzi di trasferimento e sistemi informativi. Ogni rischio richiede proprietario, controllo, frequenza, prova dell’esecuzione e percorso di escalation. La funzione fiscale deve poter accedere ai dati e segnalare criticità agli organi senza dipendere esclusivamente dalle verifiche annuali.

L’effetto premiale va valutato caso per caso e non rende irrilevanti errori o omissioni. Le imprese devono conservare evidenze sulla tempestività delle comunicazioni e sulle decisioni prese dopo l’emersione del rischio. Audit periodici, test dei controlli e aggiornamento della mappa sono necessari quando cambiano norme, organizzazione o sistemi. La qualità del Tcf sarà misurata dalla capacità di prevenire incoerenze e rendere tracciabile il dialogo con il Fisco.

La certificazione impone inoltre indipendenza e competenza di chi valuta il sistema. Il lavoro deve essere ripetibile e basato su campioni, non su dichiarazioni generiche della direzione. Quando emerge una carenza, il piano di rimedio deve indicare causa, imposte interessate, periodo, responsabile e data di chiusura, mantenendo aperto il rischio fino alla verifica finale.

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