Wall Street debole: pesano petrolio e conflitto in Medio Oriente, vola il tech
- piscitellidaniel
- 5 mar
- Tempo di lettura: 3 min

Giovedì i principali indici di Wall Street hanno chiuso in calo, mentre il conflitto in Medio Oriente è entrato nel sesto giorno, alimentando timori di nuove pressioni inflazionistiche che potrebbero rendere più complesse le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve.
A contenere le perdite ha contribuito la solida previsione di Broadcom, che ha stimato ricavi superiori ai 100 miliardi di dollari per i suoi chip dedicati all’intelligenza artificiale nel prossimo anno. La notizia ha spinto il titolo del produttore di semiconduttori a salire del 5,3%.
Nonostante l’intensificarsi della guerra aerea tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, i principali indici di Wall Street hanno comunque registrato questa settimana performance migliori rispetto ai mercati europei e asiatici. A sostenere i listini è stato soprattutto il rimbalzo dei titoli tecnologici, tra i più colpiti dalle vendite registrate a febbraio.
Il recupero guidato dal settore tech nella seduta precedente ha permesso al Nasdaq di cancellare tutte le perdite accumulate durante la settimana, avvicinandolo alla possibilità di chiudere in territorio positivo se i guadagni dovessero mantenersi anche nella giornata di venerdì.
Resta però il rischio che un’eventuale e prolungata interruzione delle spedizioni attraverso lo strategico Stretto di Hormuz possa accentuare ulteriormente le pressioni inflazionistiche, attraverso l’aumento dei costi energetici e di trasporto, in un contesto già reso più incerto dai dazi statunitensi e dalle loro implicazioni per la politica monetaria della Fed.
Eventuali segnali di un possibile rialzo del petrolio fino a 100 dollari al barile sarebbero motivo di forte preoccupazione per i mercati, mentre gli investitori continuano a cercare indicazioni che possano far pensare a una fine imminente del conflitto.
Il greggio statunitense ha raggiunto il livello più alto da gennaio, esercitando pressione sui titoli legati ai viaggi: il sottosettore delle compagnie aeree passeggeri è sceso del 5,7%, mentre Royal Caribbean Cruises e Viking Holdings hanno registrato cali rispettivamente dell’1,4% e del 3,4%.
I responsabili della politica monetaria hanno in gran parte sottolineato la necessità di attendere per valutare l’impatto economico della situazione. Tuttavia, secondo i dati raccolti da LSEG, gli investitori ritengono che le pressioni sui prezzi possano rinviare il previsto taglio dei tassi della Federal Reserve di 25 punti base da luglio a ottobre.
Alle 11:53 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 786,98 punti, ovvero l'1,61%, a 47.952,43, l' S&P 500 ha perso 49,45 punti, ovvero lo 0,72%, a 6.820,05 e il Nasdaq Composite ha perso 92,73 punti, ovvero lo 0,41%, a 22.714,76.
Le vendite hanno colpito diversi comparti: sanità, materiali, beni di consumo di base e industria hanno registrato ribassi superiori al 2% ciascuno.
In controtendenza il settore energetico, che ha guadagnato lo 0,7%, con APA in rialzo del 4%.
Nel frattempo, l’indice di volatilità CBOE è salito di 1,92 punti, portandosi a 23,18 e segnalando una crescente cautela tra gli investitori, mentre il Russell 2000, particolarmente sensibile all’andamento dei tassi, ha perso l’1,8%.
Anche il calo dei titoli finanziari, tra cui JPMorgan Chase e Goldman Sachs, ha contribuito a trascinare verso il basso il Dow Jones.
Al contrario, alcuni titoli legati al turismo online hanno registrato forti rialzi: Booking Holdings ed Expedia hanno guadagnato rispettivamente il 10% e il 7%, posizionandosi tra le migliori performance dell’indice S&P 500.
Secondo un report di The Information, OpenAI starebbe ridimensionando i piani per introdurre pagamenti sugli acquisti effettuati tramite la piattaforma di ChatGPT, una mossa che potrebbe attenuare i timori di possibili interruzioni per le aziende operanti nei marketplace online.
Tra gli altri titoli in evidenza, Trade Desk è balzata del 18% dopo le indiscrezioni secondo cui OpenAI avrebbe avviato colloqui preliminari con la società di tecnologia pubblicitaria per la vendita di annunci.
Sul fronte macroeconomico, i dati hanno mostrato che il numero di nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è rimasto stabile nella scorsa settimana.
Nel complesso, i titoli in calo hanno superato nettamente quelli in rialzo, con un rapporto di 3,34 a 1 al NYSE e di 2,33 a 1 al Nasdaq.
Per quanto riguarda i nuovi massimi e minimi annuali, l’S&P 500 ha registrato cinque nuovi massimi e due nuovi minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 27 nuovi massimi e 57 nuovi minimi.
Fonte: investing.com





Commenti