Antitrust, istruttoria sull’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps: sotto esame filiali, credito e assicurazioni

L’Opas di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena entra in una fase decisiva sul fronte della concorrenza. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato si prepara infatti ad approfondire gli effetti dell’operazione, annunciata l’8 giugno e destinata a ridisegnare gli equilibri del sistema bancario italiano. Dopo la notifica della concentrazione da parte di Intesa e le successive richieste di informazioni, l’attenzione dell’Antitrust si concentra sull’adeguatezza delle misure previste per evitare un’eccessiva concentrazione nei mercati della raccolta, degli impieghi e dei servizi finanziari. Il dossier assume un peso particolare perché coinvolge il maggiore gruppo bancario italiano e una delle principali banche del Paese, in un momento nel quale il risiko del credito sta accelerando.
Uno dei punti centrali riguarda le dismissioni previste nell’ambito dell’operazione. Intesa Sanpaolo ha già costruito un pacchetto di interventi destinato a limitare le sovrapposizioni territoriali e commerciali derivanti dall’acquisizione di Mps. L’istruttoria dovrà verificare se queste misure siano sufficienti oppure se siano necessarie ulteriori cessioni per preservare un adeguato livello di concorrenza. Il tema riguarda soprattutto le aree nelle quali le reti delle due banche presentano una presenza particolarmente significativa. In questi territori la riduzione del numero degli operatori potrebbe incidere sulla competizione nell’offerta di finanziamenti, nella raccolta del risparmio e nei servizi destinati a famiglie e imprese.
Il presidente dell’Antitrust, Saverio Valentino, ha indicato che l’Autorità intende esaminare approfonditamente proprio l’efficacia delle dismissioni già programmate. Il controllo non si limita quindi alla dimensione complessiva della nuova realtà bancaria, ma entra nella struttura concreta dei singoli mercati locali. Nel settore del credito la concorrenza viene infatti valutata anche sulla base della distribuzione geografica degli sportelli e della capacità delle banche di offrire condizioni alternative alla clientela. L’eventuale richiesta di ulteriori rimedi potrebbe comportare nuove cessioni di filiali o attività, modificando una parte dell’assetto industriale immaginato da Intesa per l’integrazione di Monte dei Paschi.
Accanto al credito emerge poi il delicato capitolo delle assicurazioni. Mps possiede una partecipazione in Generali e l’integrazione con Intesa Sanpaolo, già protagonista nella bancassicurazione attraverso il proprio gruppo assicurativo, rende necessario valutare le possibili conseguenze concorrenziali. L’Antitrust intende approfondire gli effetti che la partecipazione di minoranza nel Leone potrebbe produrre nei mercati assicurativi, tenendo conto della posizione di Intesa nella raccolta Vita. È un elemento che amplia notevolmente il perimetro dell’analisi: l’operazione non viene osservata soltanto come aggregazione bancaria, ma come trasformazione di un gruppo finanziario presente contemporaneamente nel credito, nel risparmio gestito e nelle polizze.
Sul piano societario, Intesa Sanpaolo ha già superato uno dei passaggi più importanti. L’assemblea straordinaria del 10 settembre 2026 ha approvato con il 96,96% dei voti rappresentati la delega per l’aumento di capitale destinato a servire l’offerta. L’Opas, volontaria e totalitaria, punta all’acquisizione delle azioni ordinarie di Mps e ha ricevuto quindi un sostegno molto ampio dagli azionisti della banca guidata da Carlo Messina. Il progetto dovrà tuttavia attraversare l’intero percorso autorizzativo, che coinvolge, con competenze differenti, Bce, Banca d’Italia, Consob, Ivass e Antitrust. Ciascuna autorità è chiamata a valutare aspetti specifici, dalla solidità prudenziale alla tutela del mercato e della concorrenza.
La partita è resa ancora più complessa dalle contromosse di Mps, che ha a sua volta presentato due offerte su Banco Bpm e Banca Generali. I documenti sono stati depositati in Consob e l’assemblea straordinaria della banca senese è convocata per il 29 ottobre. Si crea così un intreccio senza precedenti nel panorama finanziario italiano: mentre Intesa punta al controllo di Mps, Siena cerca contemporaneamente di costruire un nuovo polo attraverso operazioni che coinvolgono altri protagonisti del credito e del risparmio gestito. Anche queste iniziative dovranno essere sottoposte alle verifiche delle autorità competenti, con possibili sovrapposizioni soprattutto nella rete bancaria e nel settore assicurativo.
L’istruttoria dell’Antitrust diventa quindi uno dei passaggi più sensibili dell’intero progetto. Il punto non è soltanto stabilire se l’aggregazione possa procedere, ma individuare le condizioni necessarie affinché la nascita di un gruppo di dimensioni ancora maggiori non riduca la pressione competitiva. Per Intesa Sanpaolo sarà fondamentale dimostrare che le misure predisposte sono sufficienti a neutralizzare le criticità, preservando al tempo stesso la logica industriale dell’acquisizione. Le decisioni sulle filiali, sulla presenza nei mercati locali e sulle attività assicurative potranno incidere direttamente sulla configurazione finale dell’operazione e, più in generale, sulla nuova mappa del sistema bancario italiano.





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