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Azioni proprie, la vendita non esclude la valutazione di adeguatezza

2 ore fa
Tempo di lettura: 1 min
Azioni proprie e valutazione di adeguatezza

Quando l’intermediario raccomanda titoli propri, il conflitto non attenua gli obblighi di tutela.


La vendita di azioni proprie da parte di un intermediario pone un problema delicato quando l’operazione viene proposta o raccomandata alla clientela. Il fatto che il titolo sia emesso dallo stesso soggetto rende più evidente il potenziale conflitto di interessi.

Quando il servizio comporta una valutazione di adeguatezza, l’intermediario deve verificare conoscenze ed esperienza del cliente, situazione finanziaria, capacità di sostenere perdite e obiettivi d’investimento.

La necessità di collocare il titolo non può trasformare il processo in una formalità. L’adeguatezza deve essere valutata nell’interesse del cliente, ricostruendo caratteristiche e rischi dello strumento.

Le azioni possono determinare la perdita anche integrale dell’investimento. La disciplina MiFID impone presidi sui conflitti e obblighi informativi, ma la trasparenza non sostituisce la valutazione richiesta. Documentazione e controlli devono dimostrare perché l’operazione fosse coerente con il profilo dell’investitore.

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