Von der Leyen: “È giunto il momento che l’Europa si batta per la propria indipendenza”
- piscitellidaniel
- 10 set
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Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha lanciato un appello forte e diretto affinché l’Unione Europea intraprenda un percorso deciso verso l’indipendenza strategica. In un momento storico caratterizzato da crisi internazionali, tensioni geopolitiche e fragilità economiche, la leader tedesca ha ribadito la necessità che l’Europa smetta di essere un semplice attore subordinato nelle dinamiche globali e si affermi come protagonista autonoma capace di difendere i propri interessi.
Il discorso, pronunciato in un contesto di particolare attenzione internazionale, ha toccato vari temi cruciali: dalla difesa comune alla politica energetica, dalla digitalizzazione alla protezione delle filiere industriali. Von der Leyen ha sottolineato come le sfide degli ultimi anni – pandemia, guerra in Ucraina, crisi energetica e trasformazioni tecnologiche – abbiano evidenziato quanto l’Europa dipenda ancora da attori esterni per settori strategici. Una dipendenza che, se non affrontata, rischia di compromettere la capacità dell’Unione di mantenere benessere, sicurezza e competitività.
La presidente ha ricordato il caso emblematico dell’energia: per anni l’Europa ha basato gran parte delle proprie forniture sul gas russo, trovandosi improvvisamente vulnerabile quando Mosca ha usato l’energia come arma geopolitica. L’emergenza del 2022 ha spinto i Paesi membri a diversificare gli approvvigionamenti, a rafforzare gli stoccaggi e ad accelerare sulle fonti rinnovabili. Quell’esperienza, ha sottolineato von der Leyen, deve restare un monito: non si può costruire la sicurezza europea dipendendo da fornitori che non condividono gli stessi valori politici e che potrebbero sfruttare le vulnerabilità per ricatti economici o geopolitici.
La questione della difesa è stata un altro pilastro del discorso. La guerra in Ucraina ha mostrato come l’Europa continui a fare affidamento in larga misura sulla protezione garantita dagli Stati Uniti all’interno della NATO. Pur ribadendo la centralità dell’alleanza atlantica, von der Leyen ha chiarito che l’Unione deve sviluppare capacità autonome di difesa, con investimenti congiunti, una maggiore integrazione delle industrie militari e un coordinamento più stretto tra Stati membri. L’obiettivo non è sostituire la NATO, ma dotarsi di strumenti che consentano all’Europa di agire rapidamente in caso di crisi, senza attendere decisioni prese altrove.
Un altro fronte cruciale riguarda le tecnologie digitali e le catene di approvvigionamento. L’Europa importa ancora la gran parte dei semiconduttori da Asia e Stati Uniti, e questa dipendenza rischia di diventare un ostacolo al suo sviluppo industriale. Von der Leyen ha richiamato la necessità di implementare appieno il “Chips Act europeo”, con investimenti mirati a creare poli produttivi all’interno del continente. Allo stesso modo, la leader ha sottolineato l’urgenza di garantire un accesso sicuro e sostenibile alle materie prime critiche, indispensabili per la transizione verde e digitale, rafforzando partnership con Paesi africani e latinoamericani e sviluppando filiere interne.
Il discorso ha toccato anche il tema della finanza e delle politiche economiche. Per von der Leyen, l’Europa deve dotarsi di strumenti comuni di investimento, sul modello del Next Generation EU, per sostenere l’innovazione, la transizione energetica e la difesa. Senza risorse condivise e senza un bilancio europeo più robusto, ha spiegato, sarà impossibile competere con giganti come Stati Uniti e Cina, che investono su scala massiccia per rafforzare le proprie economie e la propria influenza globale.
L’appello all’indipendenza strategica ha trovato eco immediata nelle capitali europee, anche se con toni diversi. I Paesi dell’Est, più esposti alla minaccia russa, sostengono con forza la necessità di una difesa europea più integrata. Francia e Germania vedono nell’autonomia strategica un’occasione per rafforzare l’industria comune e la capacità di influire sullo scenario globale. Alcuni Stati più piccoli, invece, temono che la spinta verso una maggiore centralizzazione possa ridurre il peso delle singole nazioni nei processi decisionali.
Le parole di von der Leyen sono arrivate in un momento in cui l’Europa è chiamata a fare scelte decisive. L’Unione si trova stretta tra la necessità di mantenere stretti rapporti con gli Stati Uniti e la volontà di ridurre la dipendenza da attori esterni, soprattutto per quanto riguarda energia, tecnologia e difesa. La sfida sarà trovare un equilibrio che permetta all’Europa di rafforzarsi senza rinunciare alle alleanze strategiche che hanno garantito stabilità per decenni.
La presidente della Commissione ha insistito sul fatto che l’indipendenza europea non significa isolamento, ma capacità di scegliere in autonomia le proprie alleanze e le proprie priorità. In un mondo multipolare, dove emergono con forza nuove potenze e nuove sfide, l’Europa rischia di essere marginalizzata se non rafforza la propria voce e i propri strumenti. “È giunto il momento – ha detto von der Leyen – che l’Europa si batta per la propria indipendenza, perché solo così potremo garantire sicurezza, prosperità e democrazia alle future generazioni”.

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