Tax credit pesca, la domanda corre sulla piattaforma Masaf
- piscitellidaniel
- 8 lug
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Il credito d’imposta sui carburanti sostiene le imprese ittiche, ma richiede istanza telematica entro la finestra fissata dal Ministero.
Il settore della pesca accede a un nuovo sostegno fiscale per compensare il peso dei costi energetici. Il credito d’imposta è previsto dall’articolo 4 del decreto legge 28 marzo 2026, n. 33, ed è attuato dal decreto interministeriale Masaf 22 maggio 2026, n. 24698. La misura riconosce un beneficio fino al 20 per cento della spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio e benzina nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, al netto dell’Iva.
La domanda deve essere presentata alla Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, esclusivamente tramite la piattaforma telematica attivata sul sito istituzionale del Masaf. La finestra operativa va dalle ore 10 del 19 giugno alle ore 23:59 del 20 luglio 2026.
Il beneficio è destinato alle micro, piccole e medie imprese attive nella pesca professionale. La spesa deve essere documentata con fatture di acquisto del carburante e riferita al periodo agevolato. La misura non opera come rimborso indifferenziato, ma come credito d’imposta, con necessità di rispettare requisiti soggettivi, limiti di spesa, documentazione e modalità di fruizione.
L’intervento ha natura emergenziale ma anche selettiva. Mira a sostenere un comparto colpito dall’aumento dei costi di produzione, senza trasformarsi in contributo automatico. Per le imprese ittiche è quindi essenziale verificare tempestivamente la completezza dei dati, la corretta imputazione delle fatture, la classificazione dimensionale dell’impresa e l’accesso alla piattaforma.
Il termine del 20 luglio rappresenta il vero snodo operativo. Una domanda tardiva o incompleta può compromettere il beneficio, anche in presenza di spese effettivamente sostenute. La gestione del tax credit pesca richiede quindi coordinamento tra impresa, consulente fiscale e documentazione contabile.





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