
Rifiuti speciali, 34 milioni di tonnellate in più in dieci anni

I rifiuti speciali non pericolosi prodotti in Italia sono passati da 120,5 milioni di tonnellate nel 2014 a 154,3 milioni nel 2023, con un aumento di circa il 28%. Il comparto delle costruzioni genera 82,6 milioni di tonnellate, oltre la metà del totale, e determina una parte sostanziale della crescita. I dati richiamati da Interzero su base Ispra mettono al centro cantieri, demolizioni e gestione dei materiali.
La manifattura si mantiene intorno a 24 milioni di tonnellate, rispetto ai 23,3 milioni di dieci anni prima. L’aumento complessivo non può essere letto soltanto come segnale di maggiore attività economica: incide anche il modo in cui materiali e sottoprodotti vengono classificati, separati e avviati al recupero. Qualità della raccolta e tracciabilità determinano se un flusso diventa costo oppure materia utilizzabile in un nuovo ciclo produttivo.
Per le imprese edili, la gestione deve essere pianificata già nel progetto e nel computo economico. Demolizione selettiva, aree di deposito, analisi e contratti con trasportatori e impianti autorizzati riducono errori e responsabilità. L’aumento dei volumi rende più importante verificare capacità degli impianti e destinazione finale, evitando affidamenti basati esclusivamente sul prezzo.
La transizione circolare richiede mercati stabili per gli aggregati recuperati e criteri tecnici che ne consentano l’impiego. Se capitolati e norme favoriscono materiali secondari verificati, una parte dei rifiuti può sostituire materia vergine. Restano essenziali controlli su contaminanti e prestazioni. Indicatori per tonnellata di prodotto o metro quadrato costruito aiutano a distinguere crescita del settore da inefficienza nell’uso delle risorse.
La responsabilità non termina con la consegna al trasportatore. Produttore e detentore devono verificare autorizzazioni, formulari e coerenza tra quantità dichiarate e ricevute. Sistemi digitali e pesatura aiutano, ma non sostituiscono controlli sui siti di destinazione. Nei grandi cantieri, obiettivi di recupero e costi per tonnellata dovrebbero entrare nei rapporti periodici di direzione.





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