top of page

La moda come linguaggio universale

  • Immagine del redattore: Luca Baj
    Luca Baj
  • 6 set 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

La moda è un linguaggio universale che dialoga con l’arte, l’industria, l’artigianato, la politica, e attraverso la quale la nostra società si racconta. Ma in che modo il mondo del fashion interagisce con la letteratura? Scrittori e scrittrici hanno da sempre utilizzato gli abiti non solo come dettagli descrittivi ma come metafore, simboli di identità, emozioni, conflitti interiori e trasformazioni sociali.

Maria Luisa Frisa, importante teorica della moda e fondatrice del corso di moda e arti all’Università Iuav di Venezia, affronta questa relazione nel suo volume I racconti della moda, un’antologia che raccoglie narrazioni in cui la moda è protagonista. Nomi come Pier Vittorio Tondelli, Michela Murgia, bell hooks, Bret Easton Ellis sono chiamati a riflettere sul potere narrativo degli abiti: ogni testo mostra come un capo possa essere spia delle tensioni culturali, identitarie o politiche, oppure lente attraverso cui guardare intere epoche.

Davide Coppo, scrittore e giornalista attivo su cultura e stili di vita, dibatte questa tematica con Frisa in uno degli eventi del ciclo Questioni di stile, curato da Olga Campofreda, scrittrice e curatrice del Miu Miu Literary Club. Campofreda modera, cercando di chiarire come moda e letteratura si intreccino nel raccontare il contemporaneo.

Il Festivaletteratura di Mantova 2025 (dal 3 al 7 settembre) ha scelto come filo rosso per questa edizione la contaminazione tra linguaggio visivo, estetico e narrativo. Ha registrato oltre 300 ospiti, con 246 incontri e circa 70 altri eventi tra laboratori, spettacoli e proiezioni festivaletteratura.itSky TG24. In questo vasto panorama, l’attenzione verso moda e scrittura ha trovato posto all’interno della sezione “Questioni di stile”, un ciclo di tre conversazioni pensate per rileggere il racconto della moda dai primi del Novecento a oggi festivaletteratura.it.

Il 5 settembre al Teatro Bibiena, “La moda fa la scrittura”: Maria Luisa Frisa e Davide Coppo, in dialogo con Olga Campofreda festivaletteratura.it+1. Viene così incarnata quell’intersezione perfetta tra teoria della moda e narrativa letteraria: l’abbigliamento diventa materia di scrittura e lettura del contemporaneo.

L’evento segue “Le pioniere della moda” (4 settembre), con Michela Dentamaro, Manuela Soldi ed Eloisa Morra; e precede “Vestite per la rivoluzione” (6 settembre), con Jennifer Guerra, Marcella Terrusi e Campofreda festivaletteratura.it+1.

Il Festival ha anche visto L.B.M.1911 come partner ufficiale degli incontri moda-letteratura: il brand ha sostenuto la riflessione sulla moda come narrazione culturale e sociale, sottolineando il valore della contaminazione tra scrittura e stile Wondernet Magazine.

Questa attenzione non è casuale: il Festivaletteratura 2025 ha voluto rappresentare la letteratura come spazio aperto a ogni forma di dialogo, tra voci e discipline diverse, tra regioni, generazioni, contesti in trasformazione festivaletteratura.itMantovauno.it. Far dialogare storie, moda e parole significa mettere in campo una narrazione che non si ferma al testo, ma investiga il corpo, il costume, la memoria, la politica del vestire.

Ne emerge un’immagine forte: la moda diventa narrazione visiva, linguaggio silenzioso che accompagna le parole. Gli abiti sfilano nelle pagine come personaggi, assolvendo sovente il ruolo di testimoni silenziosi della storia: testimoni di desideri, sogni, ribellioni o identità ancora da articolare. Questi incontri, come quelli dedicati alla rivoluzione o al ruolo delle pioniere, ribadiscono che non ci vestiamo solo per coprirci, ma per raccontarci, rinforzare la nostra voce o spingerla in nuovi territori.

I racconti della moda di Frisa, portati in dialogo con Coppo e in scena al Festival, si collocano in questo spazio performativo. La letteratura abita le stoffe e la moda dialoga con la pagina. Si afferma così l’intuizione che abito e testo appartengano a un unico ecosistema narrativo, dove lo stile comunica quanto una frase, il taglio sartoriale valica quella linea di demarcazione che separa racconto e stoffa.

Il contesto mantovano, città di cultura e teatro, accoglie questa tensione. Il 2025 è anno speciale per Mantova: ricorrono 500 anni dall’apertura del cantiere di Palazzo Te, e questo anniversario ha ispirato il Festival attraverso riflessioni su storia, memoria, racconto dello spazio e del tempo Sky TG24. In questo tessuto storico si inserisce la moda come forma di scrittura sul corpo, e la letteratura come forma di abito per le idee.

In sintesi, la moda racconta. E la letteratura la indossa. Le scrittrici e gli scrittori, attraverso testi come quelli di Tondelli, Murgia, bell hooks, Ellis, diventano sartori di storie vestite di stoffe: capi che dialogano più di mille parole. Festivaletteratura 2025 ha aperto una finestra su questo dialogo, confermando come il linguaggio del corpo e della materia possa essere terreno fertile per lo slancio creativo e per rifondare la narrazione del contemporaneo.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page