Imprese, il secondo trimestre conferma la crescita: saldo positivo di oltre 33 mila nuove attività
- piscitellidaniel
- 24 lug
- Tempo di lettura: 2 min
Il sistema imprenditoriale italiano continua a mostrare segnali di tenuta, nonostante un contesto economico internazionale ancora caratterizzato da incertezza, tensioni geopolitiche e rallentamento della crescita. Secondo l'ultima rilevazione Movimprese, realizzata da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di commercio, tra aprile e giugno 2026 il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni è risultato positivo per 32.709 imprese, frutto di 83.169 nuove aperture e 50.460 chiusure al netto delle cancellazioni d'ufficio. Il tasso di crescita trimestrale si è attestato al +0,56%, lo stesso registrato nello stesso periodo del 2025, portando il numero complessivo delle imprese registrate in Italia a 5.823.863.
A trainare l'espansione sono stati soprattutto i comparti dei servizi e delle costruzioni, che continuano a beneficiare della domanda legata alla digitalizzazione, ai servizi alle imprese e agli investimenti nel settore edilizio. Più contenuto, invece, il contributo dei comparti tradizionali, che risentono della debolezza della domanda internazionale e dell'aumento dei costi operativi. Un segnale incoraggiante arriva anche dall'artigianato, che torna a crescere dopo una fase di rallentamento: nel trimestre sono state registrate 21.542 iscrizioni e 16.341 cessazioni, con un saldo positivo di 5.201 imprese e un tasso di crescita del +0,43%, portando il numero complessivo delle imprese artigiane oltre quota 1,22 milioni.
Dal punto di vista territoriale, la crescita interessa l'intero Paese, seppur con intensità differenti. In termini assoluti è il Mezzogiorno, comprendente Sud e Isole, a registrare il maggiore incremento, con oltre 11 mila nuove imprese nette, pari a circa un terzo del saldo nazionale. Seguono il Nord-Ovest, con oltre 8 mila imprese in più, e il Centro, che aggiunge circa 7.700 attività. Osservando invece il tasso di crescita, il primato spetta proprio al Centro Italia, che registra un incremento dello 0,64%, trainato soprattutto dal Lazio e dalla Toscana. Tra le regioni più dinamiche figurano anche Valle d'Aosta, Abruzzo e Campania, tutte caratterizzate da tassi di sviluppo superiori alla media nazionale.
I dati confermano come il tessuto imprenditoriale italiano continui a dimostrare una notevole capacità di adattamento. Pur operando in un contesto segnato dall'incertezza dei mercati internazionali, dall'evoluzione delle politiche commerciali e dalle trasformazioni tecnologiche, le imprese mostrano una propensione costante all'avvio di nuove attività. La crescita appare tuttavia sempre più concentrata nei comparti ad alto contenuto di servizi e nelle attività capaci di cogliere le opportunità offerte dalla transizione digitale e dalla sostenibilità, mentre alcuni settori tradizionali continuano a registrare dinamiche più contenute.
Secondo Unioncamere, il mantenimento dello stesso tasso di crescita dello scorso anno rappresenta un segnale di stabilità in una fase economica complessa. La capacità del sistema produttivo di generare un saldo positivo di nuove imprese testimonia la resilienza dell'imprenditoria italiana, sostenuta dalla diffusione delle società di capitali, dalla vitalità dei servizi e dal graduale recupero dell'artigianato. Nei prossimi mesi l'evoluzione del quadro macroeconomico, l'andamento della domanda interna e internazionale e gli investimenti in innovazione saranno fattori determinanti per verificare se questa dinamica positiva potrà consolidarsi anche nella seconda parte dell'anno, contribuendo a rafforzare la competitività del sistema economico nazionale.


Commenti