Il risparmio gestito italiano raggiunge il record di 2.722 miliardi

La raccolta netta del secondo trimestre si attesta a 10,98 miliardi, sostenuta soprattutto dai fondi aperti e dagli ETF.
Il mercato italiano del risparmio gestito ha chiuso giugno 2026 con un patrimonio complessivo di 2.722 miliardi di euro, nuovo massimo storico per il settore. Il dato emerge dalla mappa trimestrale di Assogestioni e conferma la capacità dell’industria di attrarre capitali anche in una fase caratterizzata da volatilità dei mercati e incertezza geopolitica.
Nel secondo trimestre la raccolta netta ha raggiunto 10,98 miliardi di euro. I fondi aperti hanno registrato afflussi per quasi 16 miliardi, portando il loro patrimonio complessivo a 1.426 miliardi. La differenza rispetto al saldo generale deriva dall’andamento delle altre componenti del mercato, incluse le gestioni di portafoglio.
L’analisi degli ultimi dodici mesi segnala una ripresa particolarmente marcata dei fondi di diritto estero. All’interno di questa dinamica assumono un peso crescente gli ETF, sia indicizzati sia gestiti attivamente, che competono sempre più direttamente con i fondi tradizionali. Nel solo secondo trimestre, i prodotti negoziati in Borsa hanno raccolto quasi 6 miliardi.
La crescita del patrimonio dipende sia dai nuovi conferimenti sia dalla valorizzazione delle attività detenute. Per gli operatori diventa quindi essenziale distinguere l’effetto della raccolta da quello prodotto dall’andamento dei mercati.
Il risultato rafforza il ruolo dell’industria del risparmio gestito nel finanziamento dell’economia, ma aumenta anche l’importanza della trasparenza su costi, rischi e caratteristiche dei prodotti. La concorrenza degli strumenti passivi e quotati impone alle società di gestione una maggiore attenzione al rapporto tra rendimento, commissioni e qualità del servizio offerto agli investitori.






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