Il Festivaletteratura torna a Mantova dal 3 al 7 settembre 2025
- Luca Baj

- 31 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Cinque giorni in cui la città si trasforma in un laboratorio culturale diffuso, animato da incontri, parole, voci e storie capaci di costruire legami e di aprire prospettive in un tempo segnato da crisi globali, sfide ambientali e rapide trasformazioni tecnologiche .
Nato nel 1997 grazie all’iniziativa di un gruppo di cittadini appassionati di libri, l’appuntamento ha saputo radicarsi nel tessuto urbano e sociale di Mantova, diventando un riferimento imprescindibile tra i festival letterari italiani ed europei. Ogni anno, centinaia di volontari si affiancano al Comitato organizzatore per dar vita a un evento che mantiene intatto lo spirito originario: rendere la letteratura un bene comune, accessibile, partecipato. Non una rassegna elitaria, ma un’esperienza collettiva che unisce scrittori affermati e nuove voci emergenti, in un dialogo diretto con il pubblico, nelle piazze, nei palazzi storici e nei cortili nascosti .
La ventinovesima edizione coincide con una ricorrenza speciale: i cinquecento anni dall’apertura del cantiere di Palazzo Te, villa gonzaghesca realizzata da Giulio Romano, luogo che nel tempo è stato ispirazione e cornice di molti eventi del Festival. L’anniversario diventa occasione per intrecciare memoria e contemporaneità, esplorando non solo i testi che segnarono il 1525, ma anche autori e opere che hanno attraversato i secoli fino a risuonare nelle domande del presente .
Il Festival si presenta come uno spazio di cittadinanza culturale, dove le sfide del nostro tempo trovano parole nuove per essere comprese. È un invito a non chiudersi nella paura o nell’indifferenza, ma ad abitare la complessità attraverso il confronto e la conoscenza. L’iniziativa viene sostenuta dalle istituzioni locali e regionali, dalla Camera di Commercio e da numerosi partner, che riconoscono in questa esperienza un motore non solo culturale, ma anche economico e sociale. Mantova, grazie al Festival, è riuscita a consolidare un’immagine internazionale che valorizza insieme patrimonio artistico, spirito imprenditoriale e capacità di accoglienza .
Le parole di chi sostiene l’evento restituiscono l’idea di una comunità che riconosce nel Festival una risorsa identitaria. Per il sindaco di Mantova, è un tempo “buono” in cui la città si apre al dialogo e alla relazione, un’occasione per vivere la cultura come esercizio di cittadinanza. La Provincia sottolinea come la manifestazione, da quasi trent’anni, sia parte integrante della vita culturale del territorio, con la Casa del Mantegna che ancora una volta ospiterà incontri e iniziative. Regione Lombardia richiama il valore di una scommessa nata negli anni Novanta: portare la letteratura fuori dai libri, dentro le città, facendone un atto civile e condiviso .
Accanto al dialogo tra scrittori e lettori, il Festival mantiene un’attenzione particolare alle nuove generazioni. Le iniziative dedicate a bambini, ragazzi e giovani adulti, dai laboratori del progetto LAB alla residenza poetica e comunitaria di Sognare forte, fino a format come Blurandevù e Passports, nascono dall’idea che la letteratura possa essere uno strumento per immaginare mondi possibili. Temi come cittadinanza, ambiente, identità e linguaggi trovano spazio in percorsi di partecipazione attiva, che intendono stimolare creatività e responsabilità collettiva .
La programmazione, con oltre trecento eventi, intreccia generi e discipline: narrativa, poesia, filosofia, scienze sociali, ambiente, arti visive, musica. Tra i filoni principali di quest’anno spiccano le riletture dei classici, la riflessione sulle grandi questioni contemporanee, l’attenzione all’Europa e al dialogo interculturale. Non mancano omaggi ad autori che hanno segnato la storia della letteratura, come Carlo Goldoni e Agatha Christie, e approfondimenti dedicati a figure di spicco della scena internazionale. In un mondo attraversato da conflitti e da rapide mutazioni, il Festival sceglie di aprire lo sguardo verso quei territori che vivono sommovimenti evidenti o sotterranei, dando voce a scrittori che portano testimonianze altrimenti invisibili .
La dimensione partecipata rimane la cifra distintiva dell’iniziativa. Non esistono barriere tra palco e platea: gli incontri sono occasioni di confronto autentico, in un clima informale che favorisce la circolazione delle idee. È questo il tratto che, negli anni, ha reso Festivaletteratura un’esperienza unica, capace di ispirare altre manifestazioni simili in Italia e all’estero, ma soprattutto di consolidare a Mantova una comunità culturale viva e riconosciuta .
Il programma digitale, che affianca il catalogo cartaceo, mette a disposizione strumenti di consultazione e percorsi di approfondimento, con sezioni dedicate ai format speciali, alle attività permanenti e agli spazi che animano la città nei giorni della rassegna. Non mancano indicazioni su biglietteria, accessibilità, agevolazioni per i giovani e mobilità sostenibile, a conferma della volontà di rendere l’evento inclusivo e attento alle esigenze di tutti i pubblici .
Festivaletteratura 2025 si annuncia dunque come un appuntamento che intreccia memoria e innovazione, radici locali e respiro globale. Una festa della parola e della lettura che rinnova, anno dopo anno, la sua capacità di abitare la città e di trasformarla in un luogo condiviso di cultura e cittadinanza.





Commenti