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Fotovoltaico privato, 2,2 milioni di impianti e 33 TWh l’anno

4 ott
Tempo di lettura: 2 min
Impianto fotovoltaico su un edificio produttivo

Sima stima una produzione vicina al 10% del fabbisogno nazionale e avvia un monitoraggio su famiglie e imprese.

Il fotovoltaico privato supera 2,2 milioni di impianti sotto un megawatt e, secondo i dati richiamati dalla Società italiana di medicina ambientale, produce circa 33 terawattora l’anno. La quantità è prossima al 10% del fabbisogno elettrico nazionale. Il dato riunisce tetti residenziali e impianti di piccole e medie imprese e misura energia prodotta, non capacità nominale.

La diffusione cambia il ruolo dei consumatori. Famiglie e aziende possono coprire parte dei prelievi, immettere l’eccedenza in rete e ridurre l’esposizione ai prezzi nelle ore di maggiore produzione. Il beneficio dipende dal profilo dei consumi, dall’orientamento dei moduli, dalla manutenzione, dal meteo e dall’accumulo. Potenza installata e risparmio in bolletta non coincidono automaticamente.

Il nuovo progetto di monitoraggio punta sui dati reali. L’iniziativa prevede cinquecento contatori intelligenti, quarantadue sezioni per l’autoconsumo e il coinvolgimento di cinquecento famiglie e novanta imprese. Le misure possono mostrare quanta energia sia usata sul posto, quanta ceduta alla rete e come cambino i comportamenti con informazioni più precise. Il campione dovrà essere rappresentativo.

Per le imprese la valutazione deve restare industriale. Tempi di rientro, costi finanziari, disponibilità delle superfici e continuità operativa vanno analizzati insieme. Un impianto ben dimensionato rispetto ai carichi diurni può ridurre gli acquisti dalla rete; un progetto sovradimensionato o non coordinato con i consumi può affidare una parte rilevante della convenienza alla valorizzazione dell’energia immessa.

La crescita richiede anche reti e procedure adeguate. Connessioni, misurazione, gestione delle eccedenze e manutenzione incidono sull’investimento. I 33 TWh stimati mostrano che la generazione distribuita è già significativa. La sua evoluzione dipenderà dall’integrazione di milioni di punti di produzione e dalla capacità di distinguere il potenziale tecnico dai risultati economici di ciascun utente.

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