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Declino demografico: e se la colpa fosse degli smartphone?

Spesso gli articoli in tema di demografia tendono a verticalizzare i motivi del crollo demografico a motivi economici e all'aumento dell'occupazione femminile. Le cose tuttavia, secondo una long read del Financial Times e secondo diversi studiosi della materia demografica come Alice Evans, sociologa al King's College di Londra, non starebbero proprio così. Sarebbero infatti gli smartphone, secondo questa opinione, ad aver causato il declino demografico dell'ultimo quindicennio.


Dal 2010 al 2023: alcuni dati

Il calo della natalità e la crisi demografica non riguardano più solo i Paesi avanzati. Per mantenere stabile la popolazione servirebbe un tasso di fertilità di 2,1 figli per donna, ma anche molti Paesi a medio e basso reddito registrano forti diminuzioni: Messico (1,55), Sri Lanka (1,37), Colombia (1,06) e Thailandia (0,98). Anche in Medio Oriente e Nord Africa, nonostante livelli più bassi di occupazione femminile e sviluppo economico, la natalità è crollata rapidamente. In Egitto, dove l’occupazione femminile è solo del 16%, il tasso di fertilità è sceso da 3,5 nel 2015 a 2,8 nel 2023. La Tunisia ha seguito un percorso simile: da 2,3 a 1,8 nello stesso periodo.

I Paesi nordici, spesso considerati modelli di welfare familiare e servizi per l’infanzia, avevano mantenuto natalità relativamente stabili grazie a politiche favorevoli alla conciliazione tra lavoro e famiglia. Tuttavia, dal 2010 anche lì i tassi sono diminuiti drasticamente: Svezia (da 1,9 a 1,4 nel 2023), Norvegia (da 1,9 a 1,4) e Finlandia (da 1,9 a 1,3).

La situazione è ancora più grave nell’Asia orientale: la Corea del Sud è passata da 1,2 figli per donna nel 2015 a 0,7 nel 2023, mentre la Cina da 1,7 a 1,0.


Un calo globale inspiegabile in un'economia in crescita.

Nonostante L'intera economia globale, dal 2013 al 2023, sia cresciuta di oltre il 60%, i dati dimostrano alquanto stranamente una decrescita demografica forte, nonostante le ragioni più addette alla scelta di non avere figli siano proprio l'incapacità economica di mantenere un figlio o la mancanza di una rete di supporto adeguata.


Gli stessi Paesi Nordici, come già ricordato, hanno tutti registrato un forte calo della natalità, collocandosi molto al di sotto del replacement level 2,1. È pertanto semplice comprendere che la decrescita della popolazione, a livello mondiale non è avvenuta a motivo della mancanza di supporto.



Il nuovo colpevole: gli smartphones.


Gli smartphones sono una tecnologia a doppio taglio. Da una parte, dal 2010 in poi, abbiamo la possibilità di comunicare a tempo zero con amici e parenti in tutto il giorno, scrivere messaggi, visualizzare contenuti da ogni parte del mondo e tenerci intrattenuti in ogni momento della giornata grazie a contenuti iper personalizzati.


D'altra parte, però, secondo la studiosa è proprio l'introduzione di questi strumenti ad inibire il desiderio di socializzare e di uscire insieme dei giovani. Conversazioni diventano scambi di messaggi, incontri diventano videocall, e anche per quanto rigurada il soddisfacimento delle esigenze affettive e sessuali gli smartphone permettono l'accesso a contenuti per adulti con una velocità e una semplicità mai vista prima, riducendo di molto il desiderio di giovani uomini e donne di uscire e vivere esperienze dal vivo, che possano portare a relazioni vere.


Questo porta i ragazzi di oggi a smettere di cercare relazioni reali, o a farlo in modo piuttosto svogliato. Uscire di casa, se magari si soffre già di ansia o di depressione a causa di questi dispositivi, è sempre più difficile. Cercare l'amore, o anche solo le amicizie, diventa un qualcosa di troppo pesante se messo in confronto alla facilità con cui è possibile creare rapporti online, oppure coltivare le proprie amicizie a messaggi whatsapp.


È più semplice per un giovane ritirarsi in casa, e soddisfare le proprie esigenze di affetto con serie di Netflix e contenuti espliciti. Dopotutto, coltivare amicizie e relazioni significa anche sopportare tradimenti, delusioni e sofferenza. Le cose non stanno così per una serie di Netflix o un video di Youtube, che diventano (insieme ad altre app e siti di intrattenimento) un perenne analgesico che riesce a disinibilre il desiderio dei giovani di cercare amicizia e amore.


Creare spazi di incontro vero

Secondo la studiosa il problema del crollo delle nascite non deriva dalla semplice mancanza di denaro o di supporto sociale, come dichiarano i giovani. Bisogna invece impegnarsi per riuscire a creare spazi dove i giovani possano davvero avere occasione di incontrarsi a tu per tu, sviluppare competenze sociali e, magari, trovare l'amore.

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