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Tessuti contro il caldo

27 giu
Tempo di lettura: 2 min

Dalla fibra naturale ai materiali intelligenti, la moda cerca soluzioni per l’adattamento climatico


AbstractL’aumento delle temperature trasforma il rapporto tra moda, innovazione e benessere termico. La ricerca tessile non punta più soltanto all’estetica o alla performance sportiva, ma alla capacità dell’abito di regolare il microclima corporeo, ridurre il ricorso al raffrescamento artificiale e mantenere comfort in città esposte al calore. In questo scenario, il tessile diventa una tecnologia di adattamento climatico.

La pressione del caldo estremo impone al sistema moda un cambio di paradigma. Se il raffrescamento degli ambienti è destinato a crescere nei prossimi decenni, con consumi energetici che senza correttivi potrebbero più che raddoppiare entro il 2050, serve intervenire anche sull’abbigliamento, primo spazio tra corpo e ambiente. I nuovi tessuti nascono da questa esigenza: alleggerire, traspirare, riflettere la radiazione solare, accelerare l’evaporazione del sudore e integrare funzioni intelligenti mantenendo vestibilità e design.¹


La frontiera più avanzata riguarda il raffrescamento passivo. Studi recenti hanno descritto nanotessuti capaci di riflettere la luce solare e favorire l’emissione del calore corporeo: in test sperimentali, tali materiali hanno mostrato temperature tra 0,5 e 8,8 gradi inferiori ai tessuti tradizionali. Un secondo filone lavora sulla termoregolazione del sudore: l’obiettivo non è solo assorbire l’umidità, ma guidarla e farla evaporare più rapidamente, aumentando il raffrescamento percepito.² ³


Accanto alla ricerca internazionale, anche l’Italia sviluppa una traiettoria rilevante. ENEA ha evidenziato attività su tessuti intelligenti e multifunzionali realizzati con materiali sostenibili, anche attraverso il recupero di scarti di fibra di carbonio per ottenere filati elettricamente conduttivi integrabili nei tessuti. Il dato segnala un passaggio industriale: la risposta al caldo non coincide con il semplice ritorno a fibre naturali estive, ma con la combinazione tra materiali avanzati, economia circolare e nuova progettazione del capo. Ne deriva un’evoluzione che coinvolge filiera, sfilate e organizzazione aziendale, chiamata a misurarsi con il fattore climatico nella scelta di calendari e materiali.⁴


La Strategia europea per i tessili sostenibili e circolari ricorda che il settore tessile ha un impatto ambientale molto elevato e richiede un ripensamento dell’intero ciclo di vita del prodotto. La ricerca sui tessuti anti-caldo diventa quindi competitiva solo se unisce sollievo termico, durata, riciclabilità e uso efficiente delle risorse. In questa prospettiva, il capo estivo del prossimo futuro sarà definito dalla capacità di funzionare come interfaccia climatica, coniugando eleganza, protezione e sostenibilità in un mercato nel quale il clima è ormai una variabile industriale permanente. Un vantaggio reale nascerà dall’unione tra ricerca, comfort e stile. La direzione è ormai strutturale.⁵


Note

  1. International Energy Agency, Space cooling, 2023. (IEA)

  2. Wu X. et al., An all-weather radiative human body cooling textile, Nature Sustainability, 2023. (Nature)

  3. Peng Y. et al., Integrated cooling textile of heat conduction and sweat transportation for personal perspiration management, Nature Communications, 2021. (Nature)

  4. ENEA, Nuovi tessuti smart e sostenibili, 2022. (sostenibilita.enea.it)

  5. Commissione europea, Sustainable and Circular Textiles Strategy, 2022. (Environment)


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