Casa, la manovra cerca un miliardo tra bonus edilizi e affitti agevolati

Proroghe e nuove aliquote restano allo studio: il pacchetto dipende dalle coperture e dal testo definitivo.
L’accessibilità dell’abitazione entra nel confronto sulla manovra per il 2027 con un pacchetto di proposte che potrebbe richiedere almeno un miliardo di euro. Il Governo valuta proroghe delle detrazioni edilizie, incentivi alle locazioni e agevolazioni per i giovani acquirenti. Le misure sono ancora allo studio: importi e beneficiari potranno essere definiti soltanto attraverso le disposizioni approvate.
Una delle voci principali riguarda la continuità dei bonus per ristrutturazioni, riqualificazione energetica e sicurezza sismica. La disciplina attuale prevede per il 2027 aliquote ridotte rispetto al 2026: per le ristrutturazioni, il 36% sull’abitazione principale, ricorrendone i requisiti, e il 30% negli altri casi. La conferma delle aliquote più elevate e del bonus mobili richiederebbe, secondo le stime riportate dalla stampa economica, circa 500 milioni. Altri 50 milioni annui sarebbero necessari per l’ipotesi di un ecobonus al 65% su specifici interventi.
Sul versante delle locazioni si discute di ridurre dal 10% al 5% la cedolare sui canoni concordati, con un costo stimato di 100 milioni e una platea potenziale di circa 257 mila nuovi contratti. Si aggiunge la proposta di ripristinare la cedolare al 21% per i piccoli negozi, valutata in 170 milioni. Il beneficio fiscale del locatore non comporterebbe automaticamente una riduzione del canone: la trasmissione agli inquilini dipenderebbe dalle condizioni contrattuali e dall’offerta disponibile.
Restano sul tavolo il ritorno delle agevolazioni per gli under 36 con Isee inferiore a 40 mila euro e il rafforzamento del Conto termico. Per quest’ultimo vengono prospettate risorse aggiuntive tra 700 e 800 milioni, con coperture ancora da definire. È inoltre in discussione una riduzione dell’Iva sulle locazioni da costruttore. La costruzione del pacchetto richiede di distinguere spesa annuale, stanziamenti pluriennali e minori entrate, evitando di sommare come immediatamente disponibili risorse riferite a strumenti differenti.






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