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Euro digitale, il Parlamento UE definisce il perimetro della nuova moneta pubblica

Privacy, gratuità dei servizi essenziali e limiti di detenzione al centro del negoziato europeo

L’avanzamento del pacchetto normativo sull’euro digitale segna un passaggio rilevante nel percorso con cui l’Unione europea intende affiancare al contante una forma di moneta della banca centrale utilizzabile nei pagamenti elettronici. La posizione espressa dalla commissione ECON si inserisce nel procedimento avviato sulla proposta di regolamento COM(2023) 369 e sulle misure collegate ai servizi in Stati membri non appartenenti all’area euro e al corso legale del contante. L’impostazione di fondo resta chiara: l’euro digitale non sostituisce banconote e monete, ma le integra.

Il progetto prevede un utilizzo sia online sia offline. Nel primo caso, i pagamenti sarebbero regolati mediante un’infrastruttura basata su conti; nel secondo, il trasferimento di valore avverrebbe direttamente tra dispositivi, con una logica vicina all’uso del contante. Proprio la modalità offline è centrale sul piano della privacy. La disciplina valorizza i principi di privacy by design e privacy by default, affiancati da soluzioni tecnologiche idonee a verificare le transazioni senza rendere conoscibili dati eccedenti rispetto a quelli strettamente necessari. In questo quadro, la BCE non dovrebbe accedere ai dati personali dei pagatori.

Sul piano distributivo, l’euro digitale sarebbe veicolato dai prestatori di servizi di pagamento e, in via generale, dovrebbe essere accettato dalla maggior parte degli operatori economici, con deroghe per microimprese e lavoratori autonomi che non accettino già pagamenti digitali comparabili. I servizi di base – apertura, detenzione e gestione del conto, oltre alla disponibilità di almeno uno strumento di pagamento – sarebbero gratuiti. Per i servizi ulteriori sarebbe ammessa una remunerazione entro limiti regolati. Restano inoltre previsti tetti alle commissioni applicabili agli esercenti ed esenzione per i pagamenti offline.

Un altro profilo decisivo riguarda la stabilità finanziaria. La cornice delineata prevede limiti quantitativi alla detenzione di euro digitali da parte delle persone fisiche, così da evitare spostamenti eccessivi di liquidità dai depositi bancari verso la moneta pubblica digitale. Per le imprese, la detenzione sarebbe ammessa solo in misura temporanea per incassare i pagamenti ricevuti. L’assetto rafforza infine una doppia tutela: innovazione dei pagamenti e garanzia che il contante resti accessibile e non possa essere escluso unilateralmente dagli operatori economici.

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