ACF, la relazione Consob 2025 conferma il ruolo dell’arbitrato finanziario
- Luca Baj

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Ricorsi in calo, tutela ancora incisiva e oltre 172 milioni riconosciuti ai risparmiatori dal 2017
La relazione 2025 di Consob sull’Arbitro per le Controversie Finanziarie descrive un sistema di tutela ormai stabilizzato, meno segnato dal contenzioso seriale delle crisi bancarie del passato e più orientato alla fisiologia dei rapporti tra risparmiatori e intermediari. Nel 2025 l’ACF ha ricevuto 760 ricorsi, con una media di 63 al mese, portando a 12.495 il totale delle istanze pervenute dal 2017. La riduzione del flusso rispetto agli anni iniziali non indica un indebolimento dell’istituto, ma il consolidamento del suo ruolo quale strumento ordinario di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di servizi e attività di investimento.
Il dato territoriale conferma la prevalenza del Nord, da cui proviene il 51,2% dei ricorsi, con la Lombardia al primo posto, pari a 139 istanze, seguita da Emilia-Romagna e Lazio. Sul piano soggettivo emerge un persistente divario di genere: il 69,2% dei ricorrenti è uomo, mentre le donne si fermano al 29,1%. Anche il profilo anagrafico è rilevante, poiché la fascia più rappresentata è quella tra 55 e 64 anni, mentre i ricorrenti compresi tra 45 e 74 anni costituiscono il 66,8% del totale. Si tratta di indicatori che riflettono una distribuzione non omogenea della ricchezza finanziaria e della capacità di accesso agli investimenti.
Sotto il profilo dell’efficacia, nel 2025 il Collegio ha adottato 522 decisioni: il 42,7% di accoglimento e il 57,3% di rigetto. Considerando l’intero periodo 2017-2025, la percentuale di accoglimento sale al 61,6%, dato che conferma la concreta incidenza dell’ACF nella protezione dell’investitore retail. I risarcimenti riconosciuti nel solo 2025 superano 7,6 milioni di euro, mentre il totale cumulato dal 2017 oltrepassa 172,8 milioni, con un tasso di adempimento pari al 94%. Il quadro segnala non solo la rilevanza economica del rimedio, ma anche la sua credibilità operativa.
La relazione dedica attenzione anche ai principali orientamenti maturati nel 2025 in tema di competenza, obblighi informativi, valutazione di adeguatezza, consulenza, execution only e danno risarcibile. Ne emerge una funzione dell’Arbitro non più soltanto rimediale, ma anche conformativa delle prassi di mercato. In questa prospettiva assumono rilievo il rafforzamento dell’educazione finanziaria, il potenziamento della piattaforma digitale e l’avvio di progetti di intelligenza artificiale a supporto dell’analisi delle controversie e del processo decisionale. Qui si misura la qualità della protezione del risparmio.





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