Contratti finanziari a distanza, la riforma ridisegna la compliance digitale
- Luca Baj

- 24 mag
- Tempo di lettura: 2 min

Il d.lgs. 31 dicembre 2025, n. 209 rafforza trasparenza, recesso online e tutela del consumatore nei rapporti finanziari conclusi a distanza
Il decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 209, attuativo della direttiva (UE) 2023/2673, ridisegna la disciplina dei contratti finanziari a distanza inserendo nel Codice del consumo la nuova Sezione II-bis, articoli 59-bis-59-terdecies, per i contratti conclusi dal 19 giugno 2026. L’intervento normativo non si limita a riordinare regole già note, ma sposta il baricentro della tutela dalla consegna formale di documenti alla qualità effettiva del processo decisionale del consumatore.
Il primo asse della riforma riguarda gli obblighi informativi. Le informazioni precontrattuali devono essere fornite in modo chiaro e comprensibile, e soprattutto in tempo utile prima che il cliente sia vincolato. La norma valorizza la stratificazione informativa: i contenuti essenziali devono emergere subito, mentre gli ulteriori livelli di approfondimento possono essere organizzati in modo progressivo. Per gli intermediari ciò impone una revisione dei flussi digitali e dei percorsi di adesione.
Un secondo profilo centrale concerne i chiarimenti adeguati. Il professionista deve mettere il consumatore nelle condizioni di valutare l’adeguatezza del contratto rispetto alle sue esigenze e alla sua situazione finanziaria. Se l’offerta si svolge mediante strumenti online, il cliente può chiedere e ottenere intervento umano, anche dopo la conclusione del contratto quando ricorrano casi giustificati. Si rafforza così la responsabilità organizzativa degli operatori, chiamati a integrare tecnologia e assistenza.
Rilevante è anche il rafforzamento del diritto di recesso. L’art. 54-bis del Codice del consumo introduce, per i contratti conclusi tramite interfaccia online, una funzione di recesso facilmente accessibile e visibile, con conferma su supporto durevole. La logica è quella della simmetria: uscire dal contratto non deve essere più difficile che sottoscriverlo. Coerentemente, la disciplina delle interfacce online vieta soluzioni che manipolino il cliente o ostacolino scelte libere e informate.
Per banche, assicurazioni e altri intermediari la riforma apre una stagione di compliance sostanziale: servono procedure interne, tracciabilità delle comunicazioni, presidi sui dark patterns e coordinamento tra funzioni legali, IT e business. Il presidio pubblico resta affidato alle autorità di settore, ferma la competenza dell’AGCM, mentre le sanzioni amministrative possono arrivare fino a 75.000 euro, con raddoppio nei casi più gravi o di recidiva.





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