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Prodotti finanziari, MiFID II e RIS affrontano confronti diversi

45 minuti fa
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Adeguatezza per il cliente e valore del prodotto richiedono verifiche collegate, ma con finalità distinte.



Campana delle contrattazioni di borsa

Il confronto fra strumenti finanziari è già parte delle verifiche richieste dalla MiFID II. Nell’attività di consulenza e gestione di portafogli, l’intermediario deve considerare alternative equivalenti tenendo conto di costi e complessità, in relazione alle esigenze del cliente.

Un passaggio diverso riguarda la sostituzione degli strumenti già detenuti, il cosiddetto switch. In questo caso la valutazione deve esaminare costi e benefici del cambiamento. Un prodotto interessante in astratto può non rendere conveniente l’operazione se la sostituzione comporta oneri che ne assorbono il vantaggio.

La Retail Investment Strategy, ancora nel percorso di approvazione e attuazione descritto dall’analisi, introduce una prospettiva di value for money nella governance dei prodotti. Il tema è la proporzione tra costi complessivi e benefici offerti, con un confronto fra prodotti comparabili.

Le finalità non coincidono. Un controllo sul prodotto riguarda il modo in cui viene costruito e distribuito; la valutazione di adeguatezza guarda alla situazione dell’investitore. La presenza di un buon rapporto tra costi e benefici non rende uno strumento adatto a qualsiasi cliente.

Sul piano operativo, la comparazione richiede criteri omogenei. Mettere a confronto prodotti con rischi, durata o obiettivi differenti può produrre una graduatoria apparentemente semplice ma poco significativa. Il costo è un elemento essenziale, da leggere insieme alle caratteristiche dell’esposizione.

Per il cliente, una spiegazione comprensibile deve chiarire perché sia proposta una soluzione e quali alternative siano state considerate. Nel caso di una sostituzione, occorre rendere leggibile anche l’effetto degli oneri legati al passaggio, senza confondere il rendimento atteso del nuovo prodotto con il beneficio netto dell’operazione.

Per gli intermediari, la documentazione del processo permette di ricostruire le ragioni della scelta e di verificarne la coerenza nel tempo. L’evoluzione della disciplina europea richiede quindi di distinguere gli obblighi già applicabili dalle nuove disposizioni e dalle relative misure attuative, la cui operatività dipenderà dal percorso normativo.

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