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Data center, autorizzazioni e fabbisogno energetico ridisegnano il valore delle aree

11 ore fa
Tempo di lettura: 2 min
Infrastrutture e tecnici di un data center

L’iter unico nazionale e le regole lombarde collegano gli investimenti alla compatibilità urbanistica e ambientale.

La crescita dei data center apre opportunità immobiliari, ma il valore di un’area dipende dalla possibilità concreta di alimentare, autorizzare e gestire l’infrastruttura. Disponibilità elettrica, collegamenti e compatibilità urbanistica diventano componenti essenziali dell’investimento. Un terreno ben localizzato non è sufficiente se la connessione o le condizioni ambientali impediscono lo sviluppo previsto.

L’articolo 8 del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, convertito dalla legge 10 aprile 2026, n. 49, introduce un procedimento unico per i centri dati e le relative connessioni. Il termine massimo è di dieci mesi dalla verifica formale della completezza documentale, prorogabile in circostanze eccezionali per non più di tre mesi. Il momento iniziale conta: il termine non decorre semplicemente dalla prima trasmissione della domanda.

In Lombardia, la legge regionale 3 giugno 2026, n. 11 definisce anche i profili urbanistici. Oltre 5 megawatt di potenza richiesta in connessione il centro dati ha destinazione produttiva; fino a quella soglia è compatibile anche con le destinazioni terziaria e direzionale. La disciplina comprende specifiche condizioni per l’insediamento in aree destinate a servizi tecnologici, quando vi sia integrazione con impianti di teleriscaldamento e recupero dell’energia termica.

Il procedimento richiede documentazione tecnica e verifiche di conformità: la semplificazione non elimina la valutazione degli impatti né rende ogni immobile automaticamente utilizzabile. Il recupero di complessi industriali dismessi può offrire spazi già trasformati, ma eventuali bonifiche e adeguamenti devono entrare nel piano economico. Le modifiche proposte dalla Giunta lombarda il 22 ottobre, ancora soggette all’approvazione legislativa, puntano inoltre su minori consumi idrici, fonti rinnovabili e fattibilità delle connessioni. Per gli operatori questi requisiti incidono sulla selezione dei siti, sui costi tecnici e sulla tempistica degli investimenti.

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