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Affitti concordati, la manovra propone la cedolare al 5% e all’1% per i giovani

11 ore fa
Tempo di lettura: 2 min
Firma di un contratto

Il disegno di legge riduce il prelievo sui proprietari, ma aliquote e condizioni devono completare l’iter parlamentare.

Il disegno di legge di bilancio 2027 introduce una proposta di riduzione della cedolare secca per gli affitti a canone concordato. Nel comunicato del Consiglio dei ministri del 28 ottobre, il Governo indica il passaggio dal 10% al 5%, con un’aliquota dell’1% per i contratti con conduttori fino a 35 anni. L’approvazione governativa riguarda il disegno di legge: le nuove percentuali non sono ancora un beneficio utilizzabile sulla base del solo annuncio.

La misura interviene sulla tassazione del proprietario e cerca di rendere più conveniente l’offerta di abitazioni con canoni regolati dagli accordi territoriali. Il canone concordato non coincide con un prezzo liberamente scelto perché inferiore a quello di mercato. Il contratto deve rispettare il quadro applicabile e gli accordi locali tra le organizzazioni della proprietà e degli inquilini, oltre alle condizioni richieste per accedere all’agevolazione fiscale.

Il possibile effetto economico è rilevante. Su un canone imponibile ipotetico di 10 mila euro annui, l’imposta al 10% è pari a mille euro; con il 5% scenderebbe a 500 euro e con l’1% a 100 euro. Sono importi esemplificativi, senza altre voci di imposta. Il calcolo riguarda esclusivamente la cedolare e presuppone l’integrale spettanza del regime. Non misura il rendimento netto dell’immobile, sul quale incidono anche manutenzione, periodi senza locazione e altri oneri a carico del proprietario.

Il risparmio tributario non determina automaticamente una corrispondente riduzione del canone per l’inquilino. Può aumentare l’incentivo a stipulare un contratto concordato, ma l’effetto sull’offerta dipenderà dalle condizioni locali. Il testo definitivo dovrà chiarire decorrenza, rapporti già in corso e modalità di applicazione della soglia anagrafica. Rileva, ad esempio, la disciplina dei contratti con più conduttori di età diversa e dell’eventuale superamento del limite durante la locazione: sono aspetti che non possono essere ricavati dal solo comunicato governativo.

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