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Casa e affitti brevi, il Senato contesta la proposta europea sulle restrizioni

4 ore fa
Tempo di lettura: 2 min
Cassette portachiavi per locazioni brevi

La risoluzione del 28 ottobre solleva obiezioni su competenze e sussidiarietà dell’Affordable Housing Act.

Il confronto sull’accessibilità della casa si sposta sul riparto delle competenze tra Unione europea e autorità nazionali. Il 28 ottobre 2026 la Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato ha approvato una risoluzione sulla proposta COM(2026) 599, relativa al quadro per le misure a tutela della disponibilità di alloggi e della loro accessibilità economica. Il documento è stato trasmesso alle istituzioni competenti nell’ambito del controllo parlamentare.

Le obiezioni riguardano l’estensione dell’intervento europeo in una materia caratterizzata da mercati locali molto differenti. La Commissione del Senato contesta che la proposta ecceda il miglioramento del mercato interno e condizioni le politiche abitative e le limitazioni all’uso della proprietà privata. La posizione parlamentare si aggiunge alle riserve espresse dal Governo sulla base giuridica e sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Il testo europeo resta una proposta, non un divieto già applicabile agli affitti turistici. Il quadro illustrato nei documenti del Senato mira a disciplinare le condizioni delle misure nazionali e locali nelle aree sottoposte a pressione abitativa. Sono considerati gli usi residenziali diversi dall’abitazione principale e i servizi di locazione breve. Le eventuali restrizioni dovrebbero essere motivate da dati territoriali aggiornati, perseguire un interesse pubblico ed essere necessarie, proporzionate e non discriminatorie.

La risoluzione non annulla la proposta e non sostituisce il procedimento legislativo europeo. A essere discusso è anche il margine lasciato alle amministrazioni nella scelta degli indicatori e delle soglie per individuare le aree in difficoltà. Il Governo ha contestato il potere della Commissione europea di modificare mediante atti delegati i parametri sul rapporto tra prezzi delle case e redditi. Tali soglie inciderebbero sul territorio nel quale valutare le limitazioni e, quindi, sulle condizioni di utilizzo degli immobili.

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