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Affitti brevi, la crescita si sposta verso borghi e destinazioni di vacanza

1 giorno fa
Tempo di lettura: 2 min
Ospitalità e paesaggio della Costiera Amalfitana

AIGAB stima 51,7 miliardi di ricadute economiche nei primi nove mesi del 2026, con differenze tra territori.

Gli affitti brevi mostrano una crescita economica accompagnata da una distribuzione territoriale meno concentrata sulle grandi città. Secondo le elaborazioni del Centro studi AIGAB, nei primi nove mesi del 2026 il comparto ha generato 51,7 miliardi di euro tra prenotazioni, indotto e investimenti. Il totale comprende 10,1 miliardi di prenotazioni, 40,6 miliardi di ricadute sui territori e 800 milioni destinati a ristrutturazioni, arredi e manutenzioni.

La distinzione tra queste componenti è essenziale: il valore complessivo stimato non coincide con i ricavi dei proprietari o delle società di gestione. Rispetto al 2025, le prenotazioni passano da 8,5 a 10,1 miliardi e l’indotto da 32,9 a 40,6 miliardi. Sono stime dell’associazione di categoria, da leggere secondo il perimetro dell’indagine, senza assimilarle a una misurazione del patrimonio immobiliare impiegato.

L’offerta online riprende a salire dopo il calo precedente. Il confronto annuale indicato da AIGAB passa da 538 mila case nel 2024 a 502 mila nel 2025 e circa 510 mila nel 2026. La fotografia di settembre registra 509 mila annunci, mentre agosto aveva toccato 510 mila. Le rilevazioni mensili risentono anche della presenza stagionale degli immobili sulle piattaforme e non rappresentano automaticamente altrettante abitazioni sottratte stabilmente al mercato residenziale.

Nelle cinque città osservate con maggiore attenzione, Roma, Firenze, Bologna, Milano e Venezia, gli annunci risultano sostanzialmente stabili nell’arco di due anni, mentre le case continuativamente online diminuiscono dell’8%. Anche i tassi di occupazione variano tra le destinazioni. La crescita interessa soprattutto borghi e località di villeggiatura. Cambia quindi la base territoriale sulla quale valutare domanda, prezzi e impatto abitativo. Un aumento nazionale degli annunci può convivere con mercati urbani fermi: per stimare la redditività di un singolo alloggio restano determinanti stagionalità, notti vendute, tariffe e costi di gestione.

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