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Cedolare sui negozi, il Governo annuncia l’estensione ma il perimetro resta da definire

1 giorno fa
Tempo di lettura: 2 min
Interno di un negozio di abbigliamento

La manovra riapre il regime per gli immobili commerciali: aliquota, superficie e decorrenza richiedono il testo normativo.

La cedolare secca sugli immobili commerciali entra tra le misure annunciate dal Governo per la manovra 2027. Il comunicato del Consiglio dei ministri del 28 ottobre conferma l’intenzione di estendere il regime, ma non specifica aliquota, limite di superficie e decorrenza. Il disegno di legge deve inoltre affrontare l’esame parlamentare. L’annuncio non modifica quindi, da solo, il trattamento fiscale dei contratti in essere.

Le anticipazioni giornalistiche richiamano un prelievo del 21% per locali fino a 300 metri quadrati. Questi elementi devono essere distinti dal contenuto ufficialmente comunicato: non possono essere considerati condizioni definitive dell’agevolazione. Anche l’identificazione delle categorie catastali ammesse e dei proprietari che potranno esercitare l’opzione richiede disposizioni espresse, così come l’eventuale applicazione ai rapporti già avviati.

Esiste un precedente circoscritto. Per i contratti stipulati nel 2019, il regime fu esteso ai negozi di categoria C/1 con superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze. Quel perimetro non può essere trasferito automaticamente alla nuova proposta. Una riapertura potrebbe seguire criteri differenti quanto a dimensioni, annualità, requisiti soggettivi e condizioni contrattuali. Il fatto che uno specifico rapporto abbia beneficiato della disciplina del 2019 non dimostra l’esistenza di un’opzione generalizzata per ogni nuova locazione commerciale.

Per i proprietari il confronto economico riguarda il prelievo complessivo sul canone e gli obblighi collegati alla scelta fiscale. Per gli esercenti, invece, un vantaggio riconosciuto al locatore non comporta di per sé il diritto a ottenere un affitto inferiore. L’impatto sui locali sfitti dipenderà anche da domanda commerciale, posizione e costi di adattamento degli spazi. Nella valutazione di un contratto resta necessario separare il regime vigente dalle agevolazioni attese, evitando di incorporare nei conti benefici ancora privi di efficacia.

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