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31 ottobre 2026

2 ore fa
Tempo di lettura: 23 min

1) È accolta la domanda cautelare proposta dalle società appellanti, con sospensione dell’esecutività della sentenza impugnata e dell’efficacia del provvedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato limitatamente ai rimedi imposti.Autorità: Consiglio di Stato, sezione VI, ordinanza cautelare.Data: 14 gennaio 2026.Numero: 118.

2) Nei procedimenti sanzionatori antitrust, il superamento del termine ragionevole può determinare l’annullamento della decisione soltanto quando l’impresa dimostri che l’eccessiva durata del procedimento abbia concretamente compromesso l’esercizio dei suoi diritti di difesa.Autorità: Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza.Data: 15 gennaio 2026.Numero: C-588/24.

3) Le decisioni rese dalla Corte di giustizia in sede di interpretazione pregiudiziale chiariscono il significato e la portata delle disposizioni dell’Unione e hanno natura dichiarativa, con conseguente applicabilità retroattiva dell’interpretazione fornita anche ai rapporti anteriori alla pronuncia.Autorità: Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza.Data: 15 gennaio 2026.Numero: C-692/23.

4) In tema di rapina, il requisito della violenza può essere integrato non soltanto dall’esplicazione di energia fisica direttamente sulla persona offesa, ma anche da qualsiasi comportamento che ne coarti la libertà fisica o psichica, inducendola contro la propria volontà a fare, tollerare od omettere qualcosa.Autorità: Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza.Data: 3 febbraio 2026.Numero: 9020.

5) È confermata la responsabilità degli imputati per le condotte di rapina, sequestro di persona e tortura poste in essere mediante la privazione della libertà delle vittime e l’impiego di violenze e minacce dirette a costringerle a effettuare prelievi di denaro.Autorità: Corte d’appello di Napoli, sentenza.Data: 27 febbraio 2026.Numero: Non indicato nell’allegato.

6) La contribuzione alle spese relative al lastrico solare o alla terrazza a livello deve essere commisurata all’utilità assicurata alle unità immobiliari sottostanti. Quando il manufatto di proprietà o uso esclusivo copre una sola unità immobiliare, le spese di riparazione conseguenti alle infiltrazioni devono essere ripartite applicando l’articolo 1125 del codice civile, quale specificazione dell’articolo 1123, anziché la proporzione prevista dall’articolo 1126.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza.Data: 21 aprile 2026.Numero: 10534. ilcaso.it

7) Non è legittimo applicare il criterio di ripartizione delle spese previsto dall’articolo 1126 del codice civile soltanto alla parte non aggettante della terrazza a livello, dovendo il manufatto essere considerato nella sua complessiva unità tecnica e funzionale. La funzione di copertura e il corrispondente obbligo contributivo non possono essere frazionati in proporzione alla sola superficie coperta.Autorità: Tribunale di Roma, sentenza.Data: 22 aprile 2026.Numero: 6278.

8) Sono ammesse le sei opinioni scritte presentate dagli amici curiae nel giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo 580 del codice penale relativo alla dipendenza da trattamenti di sostegno vitale quale condizione di accesso al suicidio medicalmente assistito.Autorità: Presidente della Corte costituzionale, decreto.Data: 6 maggio 2026.Numero: Non indicato nell’allegato.

9) Il reato di gestione non autorizzata di rifiuti di cui all’articolo 256, comma 2, Dlgs 3 aprile 2006, n. 152, è configurabile nei confronti di qualsiasi soggetto che abbandoni rifiuti nell’esercizio, anche di fatto, di una attività economica, indipendentemente dalla qualifica formale dell’agente o della natura dell’attività medesima.Autorità: Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza.Data: 8 maggio 2026.Numero: 658.

10) Quando l’applicazione del diritto dell’Unione rischia di compromettere diritti e valori fondamentali che definiscono l’identità costituzionale italiana, la Corte costituzionale, riservandosi l’impiego eccezionale dei controlimiti, può promuovere preventivamente il dialogo con la Corte di giustizia mediante rinvio pregiudiziale, anche ai fini della salvaguardia dell’identità costituzionale degli Stati membri.Autorità: Corte costituzionale, sentenza.Data: 12 maggio 2026.Numero: 71. www.cortecostituzionale.it

11) La natura sostanzialmente penale di una sanzione deve essere valutata considerando la qualificazione giuridica nazionale, la natura dell’illecito e la natura e gravità della sanzione, secondo criteri tra loro alternativi. La qualificazione formalmente amministrativa non vincola il giudice, che deve verificarne le caratteristiche sostanziali ai fini dell’applicazione delle garanzie proprie della materia penale.Autorità: Corte costituzionale, sentenza.Data: 12 maggio 2026.Numero: 73. www.cortecostituzionale.it

12) In materia di circolazione stradale, deve ritenersi che la “fermata” costituisca una fase della circolazione, talché è del tutto irrilevante, ai fini della contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza, se il veicolo condotto dall’imputato risultato positivo all’alcoltest fosse, al momento dell’effettuazione del controllo, fermo ovvero in moto.Autorità: Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza.Data: 15 maggio 2026.Numero: 627.

13) Risponde del reato di furto di energia elettrica, aggravato dalla violenza sulle cose e dalla destinazione a un pubblico servizio, chi si avvalga consapevolmente dell’allaccio abusivo alla rete di distribuzione realizzato da terzi per alimentare la propria attività commerciale.Autorità: Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza.Data: 20 maggio 2026.Numero: 732.

14) È fissata la camera di consiglio per la decisione sull’ammissibilità degli interventi nel giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo 580 del codice penale, ai sensi dell’articolo 5 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.Autorità: Presidente della Corte costituzionale, decreto.Data: 21 maggio 2026.Numero: Non indicato nell’allegato.

15) Il diritto di querela per il reato di danneggiamento, di cui all’articolo 635 Cp, spetta anche a chi abbia solo un rapporto di fatto di origine non illegale con la cosa danneggiata, in quanto la tutela accordata dalla indicata previsione incriminatrice si riferisce a qualunque soggetto che, per un qualsiasi titolo giuridico, utilizzi il bene interessato o comunque ne riceva una utilità.Autorità: Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza.Data: 25 maggio 2026.Numero: 738.

16) È respinto il ricorso proposto dal paziente contro il diniego opposto dall’azienda sanitaria alla richiesta di accesso alla procedura di suicidio medicalmente assistito.Autorità: Tribunale di Padova, ordinanza.Data: 27 maggio 2026.Numero: Non indicato nell’allegato.

17) In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, di cui all’articolo 570-bis Cp, l’elemento materiale e psicologico è integrato dal semplice inadempimento dell’obbligo di corresponsione dell’assegno di mantenimento nella misura stabilita dal giudice civile, senza necessità della prova dello stato di bisogno dell’avente diritto e della produzione della mancanza dei mezzi di sussistenza. L’assenza di dolo per impossibilità di adempiere non si concretizza con la generica indigenza o con lo stato di difficoltà economica autodeterminato, ma è necessaria la prova dell’assoluta e incolpevole impossibilità di adempiere senza rinunciare a una dignitosa sopravvivenza.Autorità: Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza.Data: 30 maggio 2026.Numero: 502.

18) Integra il reato di violenza privata, di cui all’articolo 610 Cp, la condotta di chi sostituisce la serratura di casa impedendo al coniuge di farvi accesso.Autorità: Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza.Data: 3 giugno 2026.Numero: 805.

19) Il reato di tortura, di cui all’articolo 613-bis, comma 1, del Cp è un reato comune, potendo essere realizzato da chiunque; è reato a forma vincolata, potendo essere commesso solo mediante violenze o minacce gravi oppure agendo con crudeltà; è un reato di evento, dovendo essere cagionate acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico; è un reato eventualmente abituale improprio, poiché soltanto per le violenze o le minacce gravi è richiesta la reiterazione della condotta, requisito non previsto qualora si agisca con crudeltà; è un reato a dolo generico, che ammette la forma del dolo eventuale. La limitazione della libertà personale, la relazione di affidamento e la condizione di minorata difesa sono presupposti della condotta, comunque rientranti nel fuoco del dolo. L’aggravante prevista dall’articolo 613-bis, comma 4, del codice penale ricorre quando le lesioni conseguenti alla tortura non siano volute dall’agente; qualora siano volontarie, si configura il concorso di reati.Autorità: Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza.Data: 4 giugno 2026.Numero: 20675.

20) Nel giudizio incidentale di legittimità costituzionale dell’articolo 580 del codice penale sono dichiarati ammissibili gli interventi di R. F., C. G. e M. G., nonché degli intervenienti ad opponendum; sono invece dichiarati inammissibili gli interventi spiegati in proprio dagli eredi di A. D.B. e B. S.Autorità: Corte costituzionale, ordinanza.Data: 9 giugno 2026.Numero: 101.

21) In tema di rapina impropria, integra il requisito della violenza qualsiasi atto o fatto posto in essere dall’agente, al fine di impossessarsi di quanto sottratto ovvero per conseguire l’impunità, anche in epoca anteriore all’impossessamento, che si risolva, comunque, in una coartazione della libertà fisica, o anche solo psichica, del soggetto passivo o di terzi, conseguentemente indotti, contro la propria volontà, a fare, tollerare od omettere qualche cosa.Autorità: Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza.Data: 11 giugno 2026.Numero: 647.

22) In tema di prova, i messaggi WhatsApp e gli screenshot di conversazioni telematiche costituiscono prove documentali ai sensi dell’articolo 234 Cpp, con la conseguenza che la loro acquisizione mediante riproduzione fotografica è del tutto legittima e non richiede le tutele formali o le procedure proprie delle intercettazioni telefoniche o dell’acquisizione di corrispondenza di cui all’articolo 254 Cpp.Autorità: Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza.Data: 11 giugno 2026.Numero: 745.

23) In tema di furto in abitazione, si considera “pertinenza” di luogo destinato a privata dimora ogni bene idoneo ad arrecare una diretta utilità economica all’immobile principale o, comunque, funzionalmente ad esso asservito e destinato al suo servizio od ornamento in modo durevole, non necessitando un rapporto di contiguità fisica tra i beni. Risponde di furto consumato e non semplicemente tentato chi, dopo essersi impossessato della refurtiva, non si sia ancora allontanato dal luogo della sottrazione e abbia esercitato sulla cosa un potere del tutto momentaneo, essendo stato costretto ad abbandonarla subito dopo il fatto per il pronto intervento dell’avente diritto.Autorità: Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza.Data: 14 giugno 2026.Numero: 749.

24) In tema di ricettazione, l’elemento soggettivo consiste nella coscienza e volontà dell’agente di compiere il fatto materiale tipico, con la consapevolezza della provenienza della cosa da un delitto; tale consapevolezza è desumibile da qualsiasi elemento utile, quale il comportamento dell’imputato, la mancata giustificazione del possesso, la non attendibile indicazione della provenienza della cosa, nonché dal fine di procurare, a sé o ad altri, un profitto.Autorità: Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza.Data: 23 giugno 2026.Numero: 726.

25) In ambito condominiale, le spese per la manutenzione straordinaria o ricostruzione di una terrazza a livello di proprietà o uso esclusivo vanno suddivise in base alla funzione delle diverse parti della struttura. Per la parte interna al perimetro dell’edificio, poiché funge da tetto per le unità immobiliari sottostanti, le relative spese vanno ripartite secondo i criteri dell’articolo 1126 del Cc, un terzo a carico del proprietario o utilizzatore esclusivo e due terzi a carico dei condomini proprietari degli appartamenti sottostanti. Per la parte aggettante, non svolgendo alcuna funzione di copertura per gli altri appartamenti, le spese restano a carico esclusivo del condomino che ne ha la proprietà o l’uso esclusivo.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza.Data: 24 giugno 2026.Numero: 21572.

26) È rilevante e non manifestamente infondata, per contrasto con gli articoli 3, 23, 24, 25, 97 e 113 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 2 della legge 2 agosto 2008 n. 130, di esecuzione del Tfue come modificato dal Trattato di Lisbona, nella parte in cui l’applicazione degli articoli 4, paragrafo 5, e 13, paragrafo 1, della direttiva UE 2019/1 e dell’articolo 102 Tfue comporta l’obbligo per il giudice nazionale di disapplicare l’articolo 14 della legge 24 novembre 1981 n. 689, in combinato disposto con l’articolo 31 della legge 10 ottobre 1990 n. 287, relativamente al termine di novanta giorni per l’avvio dell’istruttoria nei procedimenti sanzionatori antitrust. È altresì rilevante e non manifestamente infondata, per contrasto con gli articoli 3, 23, 24, 25, 113, 11, in relazione all’articolo 49 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, 117, in relazione all’articolo 7 Cedu, e 97 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale degli articoli 14 della legge n. 689 del 1981 e 31 della legge n. 287 del 1990, nella parte in cui, a seguito della disapplicazione del termine di novanta giorni, non prevedono un termine determinato per l’avvio dell’istruttoria nei procedimenti sanzionatori antitrust.Autorità: Consiglio di Stato, sezione VI, ordinanza.Data: 30 giugno 2026.Numero: 5167.

27) Nel rapporto tra maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, il divieto di interpretazione analogica delle norme incriminatrici impone di intendere i concetti di “famiglia” e di “convivenza” rilevante ai sensi dell’articolo 572 Cp nell’accezione più ristretta, intesa come comunità connotata da una radicata e stabile relazione affettiva interpersonale e da una duratura comunanza di affetti implicante reciproche aspettative di mutua solidarietà ed assistenza, fondata sul rapporto di coniugio o di parentela o, comunque, su una stabile condivisione dell’abitazione, seppur non necessariamente continuativa; pertanto, è configurabile l’ipotesi aggravata di atti persecutori di cui all’articolo 612-bis, comma 2, Cp, e non il reato di maltrattamenti in famiglia, quando le reiterate condotte moleste e vessatorie siano perpetrate dall’imputato dopo la cessazione della convivenza more uxorio con la persona offesa.Autorità: Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza.Data: 30 giugno 2026.Numero: 570.

28) L’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a condotte aggressive contro pubblici ufficiali richiede una valutazione concreta delle modalità esecutive e del contesto del comportamento. La minore offensività non può essere affermata in modo astratto, prescindendo dalla violenza concretamente esercitata nei confronti degli agenti.Autorità: Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza.Data: 2 luglio 2026.Numero: 24690.

29) È rimessa alle Sezioni unite la questione se la fattispecie prevista dall’articolo 613-bis, comma 2, del codice penale, relativa ai fatti di tortura commessi da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio con abuso dei poteri o violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, costituisca un autonomo titolo di reato oppure una circostanza aggravante speciale, a pena autonoma o indipendente, della fattispecie prevista dal primo comma.Autorità: Corte di cassazione, sezione V penale, ordinanza di rimessione alle Sezioni unite.Data: 9 luglio 2026.Numero: 25758. Qsp dettaglio

30) Le spese sostenute per la consulenza professionale stragiudiziale hanno natura di danno emergente, consistente nel costo sostenuto per l’attività svolta nella fase precontenziosa, con la conseguenza che, se necessitate e giustificate in funzione dell’attività di esercizio stragiudiziale del diritto, il relativo rimborso è soggetto ai normali oneri di domanda, allegazione e prova; la relativa domanda riconvenzionale deve essere proposta tempestivamente nella comparsa di costituzione e risposta, non nelle sole note di precisazione delle conclusioni. La responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia ai sensi dell’articolo 2051 del codice civile ha natura oggettiva e presuppone il rapporto di custodia e il nesso causale fra cosa e danno: il vizio costruttivo imputabile al terzo non costituisce caso fortuito, salva la rivalsa del custode, mentre la condotta colposa del danneggiato può assumere rilevanza causale esclusiva o concorrente, ricorrendone i caratteri di oggettiva imprevedibilità e imprevenibilità. Gli interessi compensativi costituiscono un distinto danno da ritardo e richiedono espressa domanda, allegazione e prova, anche presuntiva, senza possibilità di liquidazione d’ufficio.Autorità: Tribunale di Roma, sezione VII civile, sentenza.Data: 17 luglio 2026.Numero: 11223.

31) Presupposto indefettibile per il ricorso alla liquidazione equitativa del danno è l’esistenza di un danno risarcibile certo, e non meramente eventuale o ipotetico, sopperendo l’equità a far fronte a situazione di impossibilità, o di estrema o di particolare difficoltà, di prova del danno nel suo preciso ammontare in relazione al caso concreto. La liquidazione equitativa ha natura sussidiaria, perché presuppone l’esistenza di un danno oggettivamente accertato e attribuisce al giudice una facoltà di integrazione della prova semipiena circa l’ammontare del danno; ha inoltre natura non sostitutiva, perché non può essere utilizzata per sopperire alle carenze o decadenze istruttorie in cui le parti siano incorse.Autorità: Corte di cassazione, sezione III civile, ordinanza.Data: 23 luglio 2026.Numero: 23967.

32) In caso di litisconsorzio facoltativo ex articolo 103 del Cpc, il valore della causa non si determina sommando il valore delle singole domande proposte da un solo attore contro più convenuti o da più attori contro un solo convenuto, posto che queste, essendo cumulate soltanto dal lato soggettivo, vanno ritenute fra loro distinte ed autonome, e si deve, invece, fare riferimento al criterio della domanda dal valore più elevato, con la conseguenza che, anche ai fini della liquidazione degli onorari spettanti all’avvocato che ha assistito più parti, la misura del compenso standard, sul quale applicare le variazioni in aumento e in diminuzione previste dall’articolo 4, commi 2 e 4, Dm n. 55 del 2014, va determinata nell’ambito dello scaglione di riferimento in relazione alla domanda o alla condanna di importo più elevato.Autorità: Corte di cassazione, sezione III civile, ordinanza.Data: 23 luglio 2026.Numero: 23975.

33) La ratifica non può essere desunta da meri comportamenti equivoci o da atti che presuppongano genericamente l’esistenza di rapporti tra le parti, ma deve manifestare, anche implicitamente, purché per iscritto, la volontà del rappresentato di fare proprio lo specifico negozio concluso dal soggetto privo di poteri. In tema di contratti per i quali sia richiesta la forma scritta, la ratifica può risultare anche da un atto processuale sottoscritto dalla parte o dal difensore munito di procura, purché esso contenga una manifestazione scritta univoca di adesione al negozio e non sia compatibile con la mera utilizzazione difensiva dell’atto o con la contestazione della sua riferibilità soggettiva; resta insufficiente la mera conoscenza del negozio, l’esecuzione di prestazioni di significato non univoco o la produzione del documento in giudizio quando questa sia funzionale a dedurne l’invalidità, l’inefficacia o la caducazione.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza.Data: 23 luglio 2026.Numero: 23988.

34) È costituzionalmente illegittima la disposizione regionale sarda che, nel disciplinare l’accesso al suicidio medicalmente assistito, richiama i requisiti indicati dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, poiché tale rinvio determina una novazione della disciplina ordinamentale nelle materie dell’ordinamento civile e penale, riservate alla competenza esclusiva dello Stato.Autorità: Corte costituzionale, sentenza.Data: 24 luglio 2026.Numero: 148.

35) In tema di aiuto al suicidio, la non punibilità della condotta di agevolazione dell’altrui proposito suicidario, quale risultante dalla declaratoria di illegittimità costituzionale dell’articolo 580 del Cp di cui alla sentenza n. 242 del 2019, resta subordinata alla compresenza delle condizioni ivi individuate, tra le quali assume carattere costitutivo la dipendenza della persona da trattamenti di sostegno vitale. Tale requisito non rappresenta un mero indice della gravità o dell’irreversibilità della patologia, né può essere surrogato dalla totale dipendenza dall’assistenza di terzi per il compimento delle attività essenziali della vita quotidiana, poiché individua la specifica situazione del paziente il quale, in forza del diritto di rifiutare o non iniziare trattamenti sanitari necessari alla sopravvivenza, già possa legittimamente porre fine alla propria vita mediante la rinuncia alle cure. Ne consegue che non è costituzionalmente imposto estendere l’area di non punibilità a chi, pur affetto da patologia irreversibile fonte di sofferenze fisiche o psicologiche reputate intollerabili, pienamente capace di assumere decisioni libere e consapevoli e stabilmente dipendente dall’aiuto altrui, non sia sottoposto né necessiti, secondo valutazione medica, di trattamenti di sostegno vitale. L’eventuale ampliamento dell’accesso al suicidio medicalmente assistito è rimesso alla discrezionalità del legislatore, nell’approntamento di adeguate garanzie sostanziali e procedurali a tutela della vita, della libertà della decisione e della persona vulnerabile.Autorità: Corte costituzionale, sentenza.Data: 24 luglio 2026.Numero: 152.

36) La consulenza tecnica d’ufficio non costituisce mezzo di prova in senso proprio, ma strumento di valutazione dei fatti già allegati e provati o, nei limiti consentiti, di accertamento tecnico di fatti rilevabili mediante specifiche competenze; essa non può avere finalità esplorativa né supplire alle carenze assertive o probatorie della parte. Il mancato espletamento della consulenza è, pertanto, censurabile in sede di legittimità solo quando il giudice di merito abbia omesso di motivare su una richiesta decisiva o abbia fondato la decisione su ragioni logicamente o giuridicamente incongrue.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza.Data: 24 luglio 2026.Numero: 24012.

37) In tema di litisconsorzio facoltativo, quale quello che si determina nel giudizio promosso nei confronti di più coobbligati solidali, verificatasi una causa di interruzione nei confronti di uno di essi e riassunto tempestivamente il giudizio, interrotto nei confronti di tutti, il vizio della notificazione dell’atto di riassunzione nei confronti di uno o alcuni tra i litisconsorti facoltativi e il mancato rispetto del termine per la rinnovazione della notificazione non impediscono l’ulteriore prosecuzione del processo nei confronti dei restanti litisconsorti ritualmente citati, non potendosi estendere a costoro l’eventuale estinzione del processo ex articolo 307 del Cpc relativa ad uno dei convenuti originari.Autorità: Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza.Data: 24 luglio 2026.Numero: 24025.

38) Nell’espromissione, l’unico accordo che rileva è quello tra il creditore e l’espromittente e la sua causa è costituita dall’assunzione del debito altrui tramite un’attività svincolata dai rapporti eventualmente esistenti fra terzo e obbligato, non certo dall’eventuale intesa esistente fra l’espromittente e il debitore che, invece, ai fini della configurabilità dell’espromissione, è irrilevante. Siffatta intesa può incidere, se del caso, in una seconda fase, sui rapporti fra obbligato e terzo, sempre fermo rimanendo il diritto di rivalsa dell’espromittente nei confronti del debitore, giacché quest’ultimo, ove non espressamente liberato dal creditore, rimane solidamente obbligato con l’espromittente, che ha pertanto diritto di regresso nei suoi confronti in base alle norme sulle obbligazioni solidali ex articolo 1299 del codice civile.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza.Data: 27 luglio 2026.Numero: 24096.

39) L’articolo 746 del codice civile, nell’ipotesi di imputazione del valore del bene alla quota del coerede tenuto alla collazione, ha considerato il caso in cui il valore del bene donato sia inferiore o al massimo uguale al valore della quota ereditaria. Nel caso di eccedenza del valore del bene donato sul valore della quota ereditaria, l’articolo 746 non può essere interpretato nel senso che il donatario, se sceglie di conferire per imputazione, possa trattenere la differenza: per detta eccedenza il coerede è tenuto all’effettivo versamento dell’equivalente pecuniario.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza.Data: 27 luglio 2026.Numero: 24121.

40) È ammissibile l’acquisto per usucapione di una servitù avente ad oggetto il mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella fissata dal codice civile o dai regolamenti e dagli strumenti urbanistici anche nel caso in cui la costruzione sia abusiva, atteso che il difetto della concessione edilizia esaurisce la sua rilevanza nell’ambito del rapporto pubblicistico, senza incidere sui requisiti del possesso ad usucapionem.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza.Data: 30 luglio 2026.Numero: 24228.

41) Fermo restando che nel giudizio promosso dal possessore nei confronti del proprietario per far accertare l’intervenuto acquisto della proprietà per usucapione, l’atto di disposizione del proprietario in favore di terzi, ancorché conosciuto dal possessore, non esercita alcuna incidenza sulla situazione di fatto utile per l’usucapione, rappresentando, rispetto al possessore, res inter alios acta, ininfluente sulla prosecuzione della signoria di fatto sul bene, non impedita materialmente né contestata in modo idoneo, tuttavia, laddove il possessore tenga condotta attiva, specie intervenendo nel negozio inter alios, il giudice del merito dovrà accertare, anche tenendo conto del complesso delle emergenze di causa, se con una tale condotta il possessore abbia inteso riconoscere la piena signoria del proprietario.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza.Data: 30 luglio 2026.Numero: 24253.

42) Le spese sostenute per la consulenza professionale stragiudiziale hanno natura di danno emergente, consistente nel costo sostenuto per l’attività svolta nella fase precontenziosa, con la conseguenza che, se necessitate e giustificate in funzione dell’esercizio stragiudiziale del diritto, il relativo rimborso è soggetto ai normali oneri di domanda, allegazione e prova.Autorità: Corte di cassazione, sezione III civile, ordinanza.Data: 31 luglio 2026.Numero: 24285.

43) L’accertamento, da parte del consulente tecnico d’ufficio, di fatti principali diversi da quelli dedotti dalle parti a fondamento delle domande o delle eccezioni, salvo, quanto a queste ultime, i fatti principali rilevabili d’ufficio, determina una nullità assoluta rilevabile d’ufficio. In mancanza di rilievo, il vizio deve essere dedotto mediante impugnazione ai sensi dell’articolo 161 del codice di procedura civile.Autorità: Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza.Data: 31 luglio 2026.Numero: 24336.

44) Il diritto di abitare nella casa familiare non spetta direttamente ai figli, ma al genitore convivente assegnatario che ne assicura la cura. Anche in presenza di un figlio adulto con grave disabilità, la tutela abitativa opera attraverso il genitore che presta assistenza continuativa; venuta meno la convivenza con quest’ultimo, l’occupazione dell’immobile da parte del figlio rimane priva del titolo derivante dall’assegnazione.Autorità: Corte di cassazione, sezione III civile, ordinanza.Data: 2 agosto 2026.Numero: 24382.

45) L’impiego dell’intelligenza artificiale generativa nella preparazione di un provvedimento amministrativo non ne comporta di per sé l’illegittimità, purché la decisione conclusiva derivi da un autonomo percorso logico e giuridico riferibile all’autorità competente. La responsabilità resta in capo al soggetto che verifica, corregge, convalida e sottoscrive l’atto; eventuali richiami giurisprudenziali inesistenti o non pertinenti non ne determinano necessariamente l’invalidità, qualora la motivazione conservi autonomia, comprensibilità e verificabilità.Autorità: Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione III, sentenza.Data: 3 agosto 2026.Numero: 956.

46) In tema di impresa familiare, nella liquidazione della quota spettante al collaboratore ai sensi dell’articolo 230-bis del codice civile non può essere applicato il correttivo della cosiddetta “fiscalità latente”, correlato all’eventuale tassazione delle plusvalenze derivanti da futura cessione dell’azienda, poiché tale evenienza attiene al rischio d’impresa gravante esclusivamente sul titolare e non incide sul diritto del collaboratore alla partecipazione agli utili e agli incrementi aziendali, commisurato alla quantità e qualità del lavoro prestato.Autorità: Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza.Data: 5 agosto 2026.Numero: 24478.

47) In tema di eredità accettata con il beneficio dell’inventario, il termine di cui all’articolo 500 del codice civile si applica esclusivamente alla procedura di liquidazione concorsuale, cosicché, ove emerga che l’erede abbia optato per la liquidazione individuale e avverso quest’ultima non siano state proposte opposizioni, l’assegnazione di un termine siffatto è da reputarsi, nei suoi confronti, tamquam non esset e l’inosservanza di esso non può, in alcun modo, comportare la decadenza dal beneficio dell’inventario.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza.Data: 5 agosto 2026.Numero: 24491.

48) Il delitto di truffa non richiede l’identità tra la persona indotta in errore e il soggetto che subisce il pregiudizio patrimoniale; né è necessario che vi siano rapporti diretti tra autore del reato e persona danneggiata. La truffa è pertanto configurabile anche quando tali soggetti non coincidano, purché sussista un nesso causale tra l’induzione in errore, il conseguimento dell’ingiusto profitto e il danno patrimoniale arrecato. Ne consegue che, in tema di truffa, il diritto di querela spetta tanto al soggetto raggirato e privato del bene quanto al titolare dell’interesse patrimoniale leso, essendo configurabile la coesistenza di più persone offese dal medesimo reato.Autorità: Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza.Data: 5 agosto 2026.Numero: 29810.

49) In tema di riscossione di contributi previdenziali, l’opposizione avverso la cartella esattoriale di pagamento, oggi avviso di addebito, dà luogo a un giudizio ordinario di cognizione su diritti e obblighi inerenti al rapporto previdenziale, sicché grava sull’ente previdenziale l’onere di provare i fatti costitutivi della propria pretesa.Autorità: Corte di cassazione, sezione lavoro, ordinanza.Data: 7 agosto 2026.Numero: 24523.

50) In tema di indagini preliminari, il rilievo tecnico consiste nell’attività di raccolta di elementi attinenti al reato per il quale si procede, mentre l’accertamento tecnico, ripetibile o irripetibile, si estende al loro studio e alla loro valutazione critica, secondo canoni tecnici, scientifici ed ermeneutici. I prelievi sul Dna attraverso il sequestro di oggetti contenenti residui organici costituiscono attività materiali prodromiche ai successivi accertamenti e non richiedono l’osservanza di garanzie difensive; il successivo procedimento di identificazione genetica è invece ripetibile o irripetibile a seconda che comporti la distruzione o il grave deterioramento dei campioni, secondo una verifica concreta riferita alla quantità della traccia e alla qualità del Dna presente. Soltanto nell’ipotesi di accertamento irripetibile trova applicazione l’articolo 360 del codice di procedura penale, la cui operatività presuppone l’individuazione di un soggetto indagato, con conseguente utilizzabilità dei risultati nei confronti di chi, al momento del conferimento dell’incarico, non fosse ancora indagato per assenza di elementi indiziari a carico.Autorità: Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza.Data: 7 agosto 2026.Numero: 30135.

51) Ai fini della configurabilità del reato di tortura, che non è reato proprio in quanto può essere commesso da chiunque, l’articolo 613-bis del Cp prevede una serie di condotte, o di elementi delle condotte, alternativi fra loro: le condotte di violenza o di minaccia, che possano definirsi gravi, si pongono come alternative all’avere agito con crudeltà; tali condotte devono avere cagionato acute sofferenze fisiche o, alternativamente, un verificabile trauma psichico; la persona offesa deve trovarsi in condizioni di limitata libertà personale oppure essere affidata, nei differenti termini indicati nella norma incriminatrice, all’agente o, ancora, trovarsi in situazione di minorata difesa. È inoltre necessario che gli atti di violenza o minaccia siano stati consumati con più condotte oppure abbiano comportato un trattamento inumano e degradante per la persona.Autorità: Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza.Data: 18 agosto 2026.Numero: 31517.

52) L’obbligazione dello Stato al pagamento delle somme riconosciute al detenuto ex articolo 35-ter dell’ordinamento penitenziario è suscettibile di essere compensata con l’obbligazione che grava sul detenuto, nei confronti dello Stato, per il pagamento della pena pecuniaria cui lo stesso sia stato eventualmente condannato. L’identità del titolo di provenienza non rientra tra i presupposti della compensazione, perché presupposti sostanziali e oggettivi per l’operatività della causa estintiva sono soltanto la liquidità, la certezza e l’esigibilità del credito opposto in compensazione.Autorità: Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza.Data: 18 agosto 2026.Numero: 31532.

53) Il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti richiede il dolo specifico di evasione, ossia il soggetto attivo deve essere animato dalla volontà di conseguire l’evasione delle proprie imposte sui redditi o della propria Iva, ovvero di conseguire un indebito rimborso o il riconoscimento di un indebito credito d’imposta. Il dolo di evasione deve sussistere nel momento della presentazione della dichiarazione e non nel momento antecedente dell’annotazione in contabilità delle fatture per operazioni inesistenti. Pertanto, l’annotazione in contabilità della fattura e l’utilizzazione della stessa nella dichiarazione fiscale sono elementi tipici del reato non idonei a dimostrare la sussistenza dell’elemento soggettivo, assumendo invece rilievo, a fini dimostrativi, il comportamento successivo del contribuente, quale in particolare il mancato pagamento dell’imposta dovuta.Autorità: Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza.Data: 24 agosto 2026.Numero: 31782.

54) In tema di arresto, la quasi flagranza è ravvisabile quando, subito dopo il reato, l’arrestando sia inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone, oppure quando sia sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che abbia commesso il reato immediatamente prima. Non rientra nella prima ipotesi l’inseguimento iniziato soltanto dopo l’acquisizione di informazioni testimoniali sull’identità dell’autore e sulla direzione della fuga. La sorpresa con cose o tracce non richiede che la polizia giudiziaria abbia direttamente percepito il reato, ma esige una stretta contiguità spazio-temporale fra il fatto e il rinvenimento sull’autore di elementi esteriori che lo ricolleghino alla condotta, anche quando gli operanti siano intervenuti a seguito della segnalazione della vittima o di terzi.Autorità: Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza.Data: 25 agosto 2026.Numero: 31889.

55) La previsione di legge di cui all’articolo 6 della legge n. 152 del 1975 contiene espresso rinvio al contenuto del primo capoverso dell’articolo 240 del Cp e rende obbligatoria la disposizione di confisca in relazione a tutti i reati concernenti le armi, ogni altro oggetto atto ad offendere, nonché le munizioni e gli esplosivi. Da ciò deriva l’obbligatorietà della confisca anche nelle ipotesi di intervenuta estinzione del reato, compresa l’oblazione, restando esclusa soltanto nelle ipotesi di assoluzione nel merito e di appartenenza dell’arma a persona estranea al reato.Autorità: Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza.Data: 27 agosto 2026.Numero: 32096.

56) L’acquisizione di screenshot di messaggi forniti agli inquirenti da uno dei conversanti non richiede il provvedimento di sequestro del pubblico ministero, perché documenta una conversazione alla quale il medesimo ha partecipato e si tratta di corrispondenza non più in itinere, ma ormai pervenuta sul dispositivo del destinatario. La violazione delle metodiche di assunzione e valutazione della prova suggerite dalla Carta di Noto non determina l’inutilizzabilità della deposizione, pur imponendo al giudice di illustrare le ragioni per le quali la prova dichiarativa assunta senza l’osservanza di dette metodiche debba ritenersi comunque attendibile. Costituisce prova documentale ai sensi dell’articolo 234 del codice di procedura penale, legittimamente inseribile nel fascicolo del dibattimento, anche il documento che riproduca, unitamente ad altri dati, dichiarazioni, quale la relazione della psicologa dello sportello di ascolto scolastico contenente le dichiarazioni della minore vittima di maltrattamenti.Autorità: Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza.Data: 31 agosto 2026.Numero: 32437.

57) La possibilità di prorogare i termini di durata massima dei giudizi di impugnazione prevista dall’articolo 344-bis del codice di procedura penale ha carattere generale e si applica anche ai termini più lunghi stabiliti dalla disciplina transitoria della legge n. 134 del 2021. In assenza di un’espressa eccezione legislativa, i procedimenti soggetti al regime transitorio non sono sottratti alla proroga; le condizioni di particolare complessità previste dalla legge hanno natura alternativa.Autorità: Corte di cassazione, sezione feriale penale, sentenza.Data: 11 settembre 2026.Numero: 33404.

58) In tema di protezione speciale, ai sensi dell’articolo 19, comma 1.1, del testo unico immigrazione, nel testo introdotto dal decreto-legge n. 130 del 2020, l’integrazione sociale e familiare del richiedente costituisce il fulcro principale della valutazione giudiziale, da apprezzarsi in base alla natura ed effettività dei vincoli familiari, al grado di inserimento sociale, alla durata del soggiorno e ai legami con il Paese d’origine. Ne consegue che, in difetto di un radicamento effettivo, non vi è luogo ad alcun giudizio di comparazione con le condizioni del Paese di provenienza, neppure nella forma attenuata della proporzionalità inversa; e, in presenza di un profilo di pericolosità ritenuto prevalente, la protezione speciale deve essere esclusa per insussistenza del presupposto integrativo richiesto dalla norma.Autorità: Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza.Data: 12 settembre 2026.Numero: 25248.

59) La tessera sanitaria non costituisce un documento d’identità, ma uno strumento destinato a consentire l’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale e, mediante la Tessera europea di assicurazione malattia, ai servizi sanitari degli altri Stati membri. La riproduzione in lettere maiuscole della particella del cognome risponde alle esigenze europee di uniformità e leggibilità del documento e non determina, in quanto mera modalità ortografica su un documento privo di funzione identificativa, una lesione del diritto al nome.Autorità: Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza.Data: 16 settembre 2026.Numero: 25434.

60) L’impossibilità del genitore rifugiato di ottenere dalle autorità del Paese d’origine o di transito il certificato di nascita del figlio nato durante il percorso migratorio non impedisce la promozione del procedimento di rettificazione e formazione dell’atto omesso previsto dagli articoli 95 e 100 del Dpr n. 396 del 2000. Occorre valutare se le dichiarazioni rese alle autorità preposte all’identificazione dei richiedenti asilo valgano come riconoscimento del figlio e se lo status di rifugiato, congiunto al preminente interesse del minore e alla tutela dell’identità personale e familiare, fondi la legittimazione del genitore all’azione, pur senza una preventiva trascrizione o annotazione dell’atto estero.Autorità: Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza interlocutoria.Data: 16 settembre 2026.Numero: 25436.

61) Il decreto prefettizio di espulsione dello straniero non perde efficacia per il solo decorso del tempo. Il mancato allontanamento immediato dal territorio nazionale non determina la caducazione automatica del provvedimento e non ne impedisce la successiva esecuzione.Autorità: Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza.Data: 16 settembre 2026.Numero: 25447.

62) La contravvenzione di somministrazione di bevande alcoliche a minori di sedici anni richiede l’effettiva cessione della bevanda, pur senza necessità che il minore la consumi. Se l’intervento della polizia impedisce la consegna, il reato non è consumato e non è configurabile il tentativo, trattandosi di fattispecie contravvenzionale.Autorità: Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza.Data: 17 settembre 2026.Numero: 33822.

63) L’articolo 175-bis del codice di procedura penale disciplina i malfunzionamenti certificati o attestati che consentono automaticamente il deposito degli atti con modalità non telematiche, ma non esaurisce le ipotesi nelle quali le disfunzioni informatiche possano incidere sull’esercizio del diritto di impugnazione. Le anomalie diverse da quelle tipizzate possono giustificare la restituzione nel termine ai sensi dell’articolo 175 soltanto se sia dimostrato che integrino caso fortuito o forza maggiore, mediante elementi oggettivi relativi ai tentativi di deposito, alla loro collocazione temporale, al tipo di anomalia e alla sua concreta incidenza sull’impossibilità di depositare l’atto.Autorità: Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza.Data: 17 settembre 2026.Numero: 33829.

64) Gli Stati membri possono subordinare la registrazione dei candidati alle elezioni europee al versamento di un deposito di garanzia, purché la limitazione sia prevista dalla legge, rispetti il contenuto essenziale dei diritti elettorali e sia necessaria e proporzionata a un obiettivo legittimo. Un deposito o una soglia per il suo rimborso eccessivamente elevati, valutati anche in relazione ai vincoli sul finanziamento dei partiti, possono compromettere il pluralismo politico, ostacolando la partecipazione di gruppi minoritari, movimenti emergenti e persone a basso reddito.Autorità: Corte di giustizia dell’Unione europea, sezione I, sentenza.Data: 17 settembre 2026.Numero: C-438/24.

65) L’articolo 1 del regolamento CE n. 2027/97, come modificato dal regolamento CE n. 889/2002, letto in combinato disposto con l’articolo 3, paragrafo 1, del medesimo regolamento, deve essere interpretato nel senso che l’articolo 33, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal disciplina la determinazione dei giudici territorialmente competenti a conoscere di un’azione risarcitoria per perdita dei bagagli anche quando il trasporto aereo sia effettuato tra due aeroporti situati nel territorio di un unico Stato membro e l’azione sia proposta da una persona residente in tale Stato contro un vettore dell’Unione avente sede nello stesso Stato. Quando il contratto di trasporto del passeggero sia stato concluso online, il giudice della residenza principale e permanente del passeggero non è competente in base al foro corrispondente al luogo in cui il vettore possiede un’impresa che ha provveduto a stipulare il contratto. Quest’ultimo criterio si riferisce all’impresa che ha stipulato il contratto di trasporto del passeggero anche quando il risarcimento riguardi la perdita del bagaglio e il relativo servizio accessorio sia stato acquistato presso un’impresa del vettore situata altrove.Autorità: Corte di giustizia dell’Unione europea, sezione III, sentenza.Data: 17 settembre 2026.Numero: C-876/24. eur-lex.europa.eu

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