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Biblioteca in uno spazio storico restaurato, immagine illustrativa.

Matera ridisegna il viaggio nei Sassi: undici immobili per una nuova geografia culturale

3 ore fa
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Il Piano Città lega recupero dei complessi storici, musei e ricerca, con tre interventi pilota lungo la Gravina.


Biblioteca in uno spazio storico restaurato, immagine illustrativa.
Immagine illustrativa del recupero di uno spazio storico per la cultura.

Matera prepara una trasformazione che interessa insieme il patrimonio storico, l’abitare e l’esperienza di visita. Il Piano Città degli immobili pubblici, sottoscritto il 29 ottobre 2026, individua undici beni di proprietà statale, regionale e comunale da recuperare e valorizzare. L’accordo coinvolge Agenzia del Demanio, Regione Basilicata, Comune, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. La prospettiva è collegare Sassi, centro storico e periferie attraverso nuove funzioni culturali e servizi.


Tre interventi costituiscono il nucleo iniziale. L’ex complesso conventuale di Sant’Agostino è destinato a ospitare un polo per la consultazione del patrimonio documentale, con ambienti ipogei fruibili e giardini terrazzati recuperati. Il progetto permette di immaginare un percorso nel quale architettura, archivi e paesaggio della Gravina entrano nella stessa esperienza culturale.


Nel Compendio Rione Sassi proseguirà il trasferimento al Comune delle unità statali residue inutilizzate, mediante una concessione gratuita di 99 anni. Il recupero dovrà favorire residenzialità, ricettività diffusa e servizi. Sono destinazioni programmatiche, che richiederanno interventi attuativi: la sottoscrizione del piano non equivale all’apertura immediata di nuovi spazi per i visitatori.


L’ex complesso di Santa Lucia e Agata alla Civita dovrebbe diventare una Casa UNESCO, con alloggi e luoghi di studio per ricercatori impegnati nella tutela del patrimonio mondiale. Per il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola si prospetta invece un ampliamento attraverso l’acquisizione dell’ex scuola Alessandro Volta, vicina alla sede museale, dove potranno trovare posto laboratori, aule didattiche e ambienti espositivi.


La rete comprende anche la Palazzina FIO e il Laboratorio di Restauro nella zona PAIP, destinato al ricovero temporaneo e al primo trattamento conservativo di beni mobili colpiti da calamità. Nell’ala est dell’ex Genio Civile è prevista la possibilità di una biblioteca pubblica. L’ex Convitto Duni entra nel programma con potenziali funzioni abitative sociali, formative e di aggregazione.


Alla gestione del patrimonio contribuiranno strumenti digitali per gli edifici storici, sensori e modelli virtuali sviluppati con il supporto del CNR. Il CMCC affiancherà le strategie di adattamento climatico, mentre lungo il margine della Gravina il piano disegna una dorsale culturale tra Sant’Agostino, Santa Lucia, i Sassi e il polo Ridola.

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