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Wall Street in forte calo, pesano le tensioni sul settore tech e sulle criptovalute

20 minuti fa
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I mercati azionari statunitensi hanno registrato una forte flessione nella giornata di venerdì, con il Nasdaq sceso ai minimi degli ultimi tre mesi. A pesare sull'andamento degli indici sono stati i risultati trimestrali deludenti di Intel e Amazon, che hanno alimentato i timori legati agli ingenti investimenti delle aziende nell'intelligenza artificiale e ai dubbi sui tempi e sulle possibilità di ottenere ritorni economici da queste spese.


Tutti e tre i principali indici di Wall Street hanno chiuso in forte ribasso, con il Nasdaq che ha perso il 3,4%. L'indice tecnologico si trova ora oltre l'8% al di sotto del massimo storico di chiusura raggiunto lo scorso 6 ottobre.


A innescare le vendite nel comparto tecnologico sono stati soprattutto i risultati trimestrali di Intel e Amazon, diffusi giovedì sera, che non hanno soddisfatto le attese degli investitori. I titoli delle due società hanno registrato rispettivamente un calo del 2,1% e del 30,9%.


Pesanti perdite anche per i produttori di semiconduttori, con Nvidia in ribasso del 5,3% e AMD del 12,1%. L'indice settoriale dei semiconduttori ha ceduto l'8,7%, avviandosi a concludere il mese in territorio negativo. Forte pressione anche sui produttori di server Dell e HP, le cui azioni hanno perso rispettivamente il 12,5% e il 10,8%.


Se la flessione dovesse proseguire, Amazon e Intel rischierebbero di bruciare complessivamente quasi 200 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Una perdita che contribuirebbe a portare il Nasdaq-100 a una riduzione di valore superiore a 1.000 miliardi di dollari nella sola seduta di venerdì.


La forte ondata di vendite sui mercati ha spinto tutti e tre i principali indici azionari statunitensi verso una chiusura settimanale negativa. Sia l'S&P 500 sia il Nasdaq si avviavano a concludere il mese in perdita, mentre il Dow Jones sembrava destinato a terminare ottobre con un risultato positivo.


L' indice Dow Jones Industrial Average ha perso 566,81 punti, pari all'1,08%, attestandosi a 51.778,86, l'S&P 500 ha ceduto 160,54 punti, pari al 2,08%, chiudendo a 7.559,85 e il Nasdaq Composite ha perso 881,35 punti, pari al 3,37%, chiudendo a 25.303,37.


All'interno dell'S&P 500, il comparto tecnologico si preparava a registrare il peggior calo percentuale mensile da marzo 2025. Anche il settore dei servizi di comunicazione era orientato verso la flessione mensile più marcata da aprile 2022.


La stagione delle trimestrali del terzo trimestre ha ormai superato la metà del suo percorso: 299 società appartenenti all'S&P 500 hanno già comunicato i propri risultati. Di queste, l'82% ha riportato utili superiori alle previsioni degli analisti, secondo i dati elaborati da LSEG.


Le stime degli analisti indicano attualmente una crescita degli utili complessivi dell'S&P 500 pari al 31,6% su base annua nel terzo trimestre, sempre secondo LSEG.


Nel settore energetico, Exxon Mobil e Chevron hanno entrambe registrato risultati trimestrali superiori alle attese, sostenute dal significativo aumento dei margini di profitto in seguito alle interruzioni delle forniture energetiche provocate dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran e dalla guerra tra Russia e Ucraina. Le azioni delle due compagnie hanno reagito positivamente, guadagnando rispettivamente l'1,7% e l'1,4%.


Le azioni di Starbucks hanno perso l'1,4% dopo che la catena statunitense di caffetterie ha previsto una contrazione del fatturato annuale, anche in seguito alla cessione delle proprie attività in Cina.


Seduta negativa anche per le società legate al settore delle criptovalute. Coinbase, Strategy e Robinhood hanno registrato perdite comprese tra l'8,8% e il 13,6%, sulla scia delle notizie relative a un presunto attacco hacker che avrebbe causato il furto di 6,3 miliardi di dollari da Binance, il principale exchange di criptovalute a livello mondiale.


Sul fronte degli scambi, alla Borsa di New York i titoli in calo hanno prevalso su quelli in rialzo con un rapporto di 1,8 a 1. Nel corso della seduta sono stati registrati 147 nuovi massimi e 298 nuovi minimi.


Anche sul Nasdaq ha prevalso nettamente il segno negativo: 3.559 titoli hanno chiuso in ribasso, contro 1.144 in rialzo, con un rapporto di 3,11 a 1 a favore dei titoli in calo.


Per quanto riguarda i nuovi record, l'S&P 500 ha registrato 43 nuovi massimi a 52 settimane e cinque nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 62 nuovi massimi e 290 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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