Wall Street chiude in calo: occhi sull’inflazione e pressione sulle agenzie di credito
- piscitellidaniel
- 36 minuti fa
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I principali indici azionari statunitensi hanno chiuso in calo venerdì, dopo che i dati sull’occupazione, risultati migliori delle attese, hanno spinto gli investitori a rafforzare le scommesse su un possibile rialzo dei tassi di interesse entro la fine del mese.
Secondo il rapporto del Dipartimento del Lavoro, l’economia americana ha creato 162.000 nuovi posti di lavoro ad agosto, ben al di sopra dei 56.000 previsti dagli economisti interpellati da Reuters. Il tasso di disoccupazione si è invece attestato al 4,1%, in linea con le aspettative.
I dati sul mercato del lavoro potrebbero offrire alla Federal Reserve maggiore spazio di manovra per concentrarsi sul contenimento dell’inflazione. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha infatti indicato il controllo delle pressioni inflazionistiche come la principale priorità della banca centrale.
Dopo la pubblicazione del rapporto, i trader hanno aumentato le probabilità di un rialzo dei tassi in occasione della riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre. I future sui tassi di interesse a breve termine indicano ora una probabilità del 60% di un aumento, rispetto al 55% stimato prima della diffusione dei dati.
Alle 11:52 ET, il Dow Jones Industrial Average ha perso 305,54 punti, pari allo 0,57%, attestandosi a 53.380,57, l' S&P 500 ha perso 33,99 punti, pari allo 0,44%, chiudendo a 7.713,72 e il Nasdaq Composite ha perso 114,87 punti, pari allo 0,43%, chiudendo a 26.469,19.
Il calo di venerdì conclude una settimana caratterizzata da forti oscillazioni, durante la quale gli investitori hanno più volte rivisto le proprie aspettative sulla politica monetaria. A influenzare il sentiment sono stati i nuovi dati macroeconomici, i risultati societari e le dichiarazioni del governatore della Fed Christopher Waller.
L’attenzione degli investitori si sposta ora sui dati sull’inflazione attesi per la prossima settimana. Il Dipartimento del Lavoro pubblicherà infatti i dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) e sull’indice dei prezzi alla produzione (PPI), indicatori che potrebbero avere un ruolo decisivo nelle prossime decisioni di politica monetaria della Federal Reserve.
UTILITY IN RIALZO, IN CALO LE AGENZIE DI RATING DEL CREDITO
I titoli del settore dei beni di consumo discrezionali hanno registrato un calo dell’1,79%, contribuendo alla debolezza dell’indice S&P 500. In controtendenza, l’indice dei semiconduttori PHLX è salito del 3%, interrompendo una serie negativa durata due settimane.
Tra i singoli titoli, Lululemon Athletica ha perso il 17,99% dopo aver rivisto al ribasso le previsioni annuali su utili e ricavi.
In calo anche Adobe, le cui azioni hanno ceduto il 6,08%. Il ribasso è arrivato dopo l’annuncio che l’amministratore delegato di lunga data, Shantanu Narayen, lascerà la guida della società, che passerà ad Anil Chakravarthy, dirigente interno dell’azienda.
Le principali agenzie di valutazione del credito statunitensi hanno registrato forti ribassi dopo che Bill Pulte, direttore federale per l’edilizia abitativa, ha dichiarato giovedì di aver ordinato a Fannie Mae e Freddie Mac, le due società create dal Congresso per sostenere il mercato immobiliare, di consentire a tutti gli istituti di credito di utilizzare il sistema di punteggio creditizio VantageScore.
Fair Isaac ha ceduto il 15,99%, mentre TransUnion ha perso il 7,64% ed Equifax il 6,58%.
Con gli investitori ormai proiettati verso il fine settimana del Labor Day, resta al centro dell’attenzione anche il tradizionale dibattito sulla debolezza stagionale dei mercati nel mese di settembre.
Storicamente, settembre è considerato il mese peggiore dell’anno per i mercati azionari. Tuttavia, secondo Melissa Brown, responsabile globale della ricerca sulle decisioni di investimento presso SimCorp, la maggior parte delle perdite tende a concentrarsi nella seconda metà del mese, quando i rendimenti medi evidenziano cali superiori all’1%.
Alla Borsa di New York, i titoli in ribasso hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1 a 1, mentre al Nasdaq il rapporto è stato di 1,02 a 1.
L’indice S&P 500 ha registrato un nuovo massimo sulle 52 settimane e cinque nuovi minimi. Il Nasdaq Composite, invece, ha segnato 35 nuovi massimi e 75 nuovi minimi.
Fonte: investing.com





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