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Trump minaccia nuovi dazi all’Europa se il Canada diventerà membro associato dell’Ue

17 set
Tempo di lettura: 3 min










Nuovo fronte di tensione nei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Unione europea. Il presidente americano Donald Trump ha minacciato l’introduzione di pesanti dazi sui prodotti europei qualora Bruxelles procedesse con il progetto di attribuire al Canada uno status di membro associato dell’Ue. Trump ha definito l’ipotesi «ridicola» e ha avvertito che, se l’iniziativa dovesse essere considerata ostile agli interessi statunitensi, Washington potrebbe reagire non soltanto con nuove tariffe doganali, ma anche limitando gli scambi commerciali con l’Europa in alcuni settori. Le dichiarazioni arrivano mentre Ottawa sta accelerando il proprio avvicinamento politico ed economico al Vecchio Continente, nel tentativo di diversificare relazioni e mercati dopo mesi di crescenti tensioni con il principale partner commerciale americano.


La proposta è stata illustrata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e punta a costruire con il Canada una forma di associazione senza precedenti nella struttura dell’Unione. Non si tratterebbe di una vera adesione ai 27, ma di una partnership strategica rafforzata, destinata ad ampliare la cooperazione in settori come difesa, energia, tecnologie, intelligenza artificiale, materie prime critiche e sicurezza economica. Contenuti, diritti e obblighi del possibile nuovo status devono ancora essere definiti e il percorso richiederà il coinvolgimento delle istituzioni europee e degli Stati membri. Bruxelles ha inoltre precisato che l’iniziativa non è concepita contro gli Stati Uniti, ma come uno strumento per rafforzare la resilienza e l’autonomia dei partner coinvolti.


Il primo ministro canadese Mark Carney ha accolto favorevolmente l’apertura europea, inserendola nella strategia con cui Ottawa cerca di ridurre la propria dipendenza economica dagli Stati Uniti. Il legame tra i due Paesi rimane infatti enorme: oltre tre quarti delle esportazioni canadesi sono dirette verso il mercato americano. Proprio questa concentrazione rende il Canada particolarmente esposto alle decisioni commerciali di Washington. Le tensioni si sono intensificate nel corso del 2026, con l’amministrazione Trump che ha già adottato dazi del 50% su alcuni prodotti canadesi e ulteriori restrizioni in comparti oggetto di controversie commerciali. L’avvicinamento all’Europa assume quindi per Ottawa anche il significato di una strategia di diversificazione dei mercati e delle alleanze internazionali.


Tra Canada e Unione europea esiste già una solida base commerciale attraverso il Ceta, l’accordo entrato provvisoriamente in vigore nel 2017 che ha eliminato gran parte delle tariffe doganali e facilitato gli scambi di beni e servizi. La nuova formula di associazione andrebbe però molto oltre il commercio. L’obiettivo sarebbe costruire una relazione politica e industriale più profonda tra economie avanzate che condividono interessi in settori strategici, dalla sicurezza energetica alla produzione industriale, dalle tecnologie digitali alla disponibilità di minerali indispensabili per batterie, semiconduttori e transizione energetica. Il Canada dispone di importanti risorse naturali e potrebbe diventare un partner ancora più rilevante per la strategia europea di riduzione delle dipendenze da fornitori considerati geopoliticamente più rischiosi.


La reazione di Trump inserisce tuttavia il progetto in una partita commerciale molto più ampia. Il presidente statunitense ha lasciato aperta la possibilità di valutare le effettive intenzioni europee, ma ha chiarito che una partnership interpretata come dannosa per Washington potrebbe provocare una risposta tariffaria. Per l’Europa la minaccia è particolarmente significativa perché gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali mercati di destinazione per numerosi comparti industriali, dall’automotive alla meccanica, dalla farmaceutica ai prodotti agroalimentari. Nuovi dazi avrebbero quindi conseguenze sulle imprese esportatrici e potrebbero riaprire una fase di forte incertezza nei rapporti economici transatlantici.


Bruxelles ha respinto l’interpretazione secondo cui l’avvicinamento al Canada avrebbe una funzione antiamericana. La Commissione sostiene che una maggiore cooperazione tra Ue e Canada sia finalizzata a rafforzare entrambe le economie in un contesto internazionale caratterizzato da crescente competizione tra grandi potenze, vulnerabilità delle catene di approvvigionamento e utilizzo sempre più frequente delle politiche commerciali come strumenti geopolitici. La Francia ha inoltre sottolineato l’autonomia europea nelle proprie scelte strategiche. Il confronto assume così una dimensione che supera la semplice questione dei dazi: al centro emerge il diritto di Canada ed Europa di definire autonomamente le proprie partnership internazionali.


Il dossier potrebbe assumere maggiore concretezza con il prossimo vertice Ue-Canada, previsto in ottobre a Montreal, quando dovrebbero essere approfondite caratteristiche e ambizioni della nuova relazione. Prima di arrivare a un eventuale status formale restano numerosi ostacoli politici e giuridici, anche perché il concetto di membro associato non corrisponde attualmente a una categoria ordinaria prevista dai trattati europei. La minaccia americana arriva quindi mentre il progetto è ancora in fase di definizione, ma dimostra quanto l’eventuale nascita di un asse più stretto tra Ottawa e Bruxelles sia già diventata una questione centrale negli equilibri commerciali e geopolitici tra Europa, Canada e Stati Uniti.

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