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Revisione SFDR, il confronto europeo punta a nuove categorie di prodotti

3 ore fa
Tempo di lettura: 2 min
Bandiere dell’Unione europea

Transizione, criteri ESG di base e sostenibilità al centro delle proposte per rendere più leggibili gli investimenti.



La revisione del regolamento SFDR entra nel confronto fra le istituzioni europee con l’obiettivo di rendere più comprensibile l’offerta di prodotti finanziari legati alla sostenibilità. Il progetto della Commissione propone tre categorie: prodotti orientati alla transizione, prodotti con caratteristiche ESG di base e prodotti sostenibili. La distinzione mira a collegare le denominazioni commerciali a criteri d’investimento riconoscibili, riducendo l’ambiguità per i risparmiatori.

La proposta utilizza una soglia del 70% di investimenti qualificanti per l’accesso alle categorie. Il mandato negoziale del Consiglio affronta anche l’applicazione alle attività private e reali, i tempi di adeguamento dei portafogli e il trattamento di alcune tipologie di fondi. Il lavoro parlamentare aggiunge ulteriori ipotesi di modifica. Questi passaggi appartengono al negoziato: non costituiscono ancora il testo definitivo delle regole che gli intermediari dovranno applicare.

L’attuale disciplina SFDR organizza gli obblighi di trasparenza sui rischi di sostenibilità e sulle caratteristiche ambientali o sociali dei prodotti. La revisione cerca di rendere più esplicito il rapporto fra informazioni pubblicate e strategia effettivamente seguita. Per un gestore, una classificazione più strutturata implica verifiche sulla composizione del portafoglio, sui dati disponibili e sulla coerenza fra documentazione contrattuale e comunicazione al cliente.

La distinzione fra transizione e sostenibilità già raggiunta ha conseguenze concrete. Finanziare un’impresa impegnata a modificare i propri processi non equivale a selezionare soltanto attività che soddisfano già determinati requisiti ambientali. Occorre quindi descrivere obiettivi, criteri di selezione e modalità di controllo senza sovrapporre strategie fra loro diverse. Per i distributori, il confronto fra prodotti dovrà mantenere separati il profilo di sostenibilità, il rischio finanziario, i costi e l’orizzonte temporale dell’investimento.

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