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Project financing, torna la riforma delle gare senza diritto di prelazione

29 set
Tempo di lettura: 1 min
Progetto infrastrutturale finanziato con partenariato pubblico-privato

La riscrittura del project financing torna all’esame del Consiglio dei ministri con l’obiettivo di modificare l’articolo 193 del Codice dei contratti pubblici. Il punto centrale è il superamento del diritto di prelazione del promotore, il meccanismo che consentiva al proponente originario di adeguarsi all’offerta migliore emersa dalla gara. La revisione risponde ai rilievi europei sulla parità di trattamento tra concorrenti.

Nel partenariato pubblico-privato l’amministrazione affida a un operatore progettazione, finanziamento, realizzazione e gestione di un’opera o di un servizio, trasferendo una parte significativa dei rischi. La proposta privata può far emergere progetti non ancora sviluppati dal settore pubblico, ma non deve trasformarsi in un vantaggio competitivo irrecuperabile. La gara deve consentire a tutti gli operatori di competere su informazioni e condizioni comparabili.

L’eliminazione della prelazione cambia il calcolo del promotore, che sostiene costi iniziali senza la certezza di poter recuperare il progetto adeguandosi all’offerta altrui. Per mantenere attrattivo lo strumento, la riforma punta su procedure più strutturate, negoziazione e dialogo competitivo. Sarà decisivo definire con precisione rimborsi, proprietà degli elaborati e criteri di valutazione, evitando che l’incertezza riduca le proposte innovative.

Per le amministrazioni, la qualità della fase preparatoria diventa ancora più importante. Analisi della domanda, matrice dei rischi, sostenibilità finanziaria e indicatori di servizio devono essere verificati prima del bando. Un partenariato non è un modo per spostare fuori bilancio un investimento, ma un contratto di lungo periodo che richiede convenienza documentata rispetto all’appalto tradizionale e capacità di controllo durante la gestione.

Operatori, fondi e banche dovranno valutare il nuovo equilibrio tra costo della proposta e probabilità di aggiudicazione. La disciplina dovrà bilanciare apertura del mercato e tutela del lavoro progettuale.

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