New York impone trasparenza sulle immagini immobiliari modificate con l’AI
- piscitellidaniel
- 4 ore fa
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Gli annunci di locazione dovranno dichiarare quando fotografie e rappresentazioni degli appartamenti sono state alterate digitalmente.
L’amministrazione di New York ha annunciato un pacchetto di misure per contrastare pratiche ingannevoli nel mercato delle locazioni. Tra gli interventi è prevista l’introduzione di un obbligo di segnalazione delle immagini modificate con intelligenza artificiale o con altri strumenti digitali.
La misura affronta il fenomeno degli annunci nei quali ambienti, dimensioni, illuminazione o condizioni degli immobili vengono alterati per presentare una situazione più favorevole rispetto a quella reale. L’AI generativa consente infatti di rimuovere difetti, aggiungere finestre, modificare arredi o trasformare stanze deteriorate in spazi apparentemente ristrutturati.
L’obbligo di dichiarazione rafforza il principio di trasparenza commerciale. La modifica digitale non è necessariamente vietata, soprattutto quando viene utilizzata per mostrare possibili soluzioni di arredamento. Diventa però ingannevole quando il consumatore non viene informato e può ragionevolmente ritenere che l’immagine rappresenti le condizioni effettive dell’abitazione.
La responsabilità potrebbe coinvolgere proprietari, intermediari e piattaforme. Sarà necessario stabilire chi debba inserire l’avviso, come debba essere formulato e quali controlli debbano essere effettuati dal portale che pubblica l’annuncio. Le piattaforme potrebbero essere chiamate a conservare versioni originali delle immagini e informazioni sugli strumenti utilizzati.
La disciplina richiederà definizioni tecniche precise. Un semplice miglioramento della luminosità non può essere trattato necessariamente come la sostituzione completa di una stanza. Il legislatore dovrà distinguere gli interventi estetici minori dalle alterazioni capaci di incidere sulla decisione economica dell’inquilino.
Le nuove regole potranno inoltre favorire la raccolta di prove digitali nelle controversie. Un candidato che visita un appartamento diverso da quello raffigurato potrà confrontare immagini, metadati e dichiarazioni presenti nell’annuncio. La mancata indicazione dell’alterazione potrebbe assumere rilievo ai fini di sanzioni amministrative, risarcimenti o annullamento di accordi conclusi sulla base di informazioni fuorvianti.
L’iniziativa dimostra che la regolazione dell’AI non riguarda soltanto i modelli più avanzati o le grandi piattaforme tecnologiche. Anche un’immagine apparentemente ordinaria può incidere sui diritti dei consumatori. La tutela efficace non richiede necessariamente il divieto dello strumento, ma l’obbligo di rendere riconoscibile la distanza tra rappresentazione artificiale e realtà del bene offerto.





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