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Mercato della casa, tredici anni tra crisi e ritorno del credito

13 set
Tempo di lettura: 2 min

L’analisi Tecnocasa ricostruisce il percorso dal minimo del 2013 alle 766.756 compravendite residenziali del 2025.

Immagine illustrativa generata per Mercato della casa, tredici anni tra crisi e ritorno del credito

Da 389.448 compravendite nel 2013 a 766.756 nel 2025: la ricostruzione di Tecnocasa, riportata nella newsletter RealEstate+ dell’11 settembre, mostra quanto sia cambiato il mercato della casa. Il confronto comprende crisi, ripresa favorita dai finanziamenti e nuova stretta monetaria.

Il 2013 rappresenta il punto più debole del periodo considerato. Alla contrazione degli scambi si accompagnavano prezzi in diminuzione e tempi medi di vendita di 178 giorni. La difficoltà di ottenere credito limitava la possibilità di trasformare il bisogno abitativo in acquisto, mentre la recessione condizionava redditi e fiducia delle famiglie.

La ripresa si è consolidata gradualmente. Nel 2019 le operazioni erano tornate a 604.168. La pandemia ha interrotto il percorso nel 2020, ma il rimbalzo successivo ha portato gli scambi a 749.377 nel 2021 e a 785.382 nel 2022, il valore più alto della serie esaminata. Le nuove esigenze di spazio si sono intrecciate con condizioni finanziarie ancora favorevoli.

L’aumento del costo del denaro ha poi cambiato il quadro. Nel 2023 le transazioni sono scese a 709.591, per risalire a 720.518 nel 2024. Nel 2025 la crescita degli scambi è stata del 6,4%; nello stesso anno, secondo la ricostruzione, le erogazioni di mutui hanno raggiunto 55,6 miliardi di euro, con un incremento del 24,9%.

Il percorso evidenzia il ruolo del credito immobiliare, ma invita anche a separare le variabili. Gli scambi possono rallentare mentre i prezzi continuano a salire: l’offerta disponibile, le caratteristiche degli immobili e la concentrazione della domanda incidono sulle quotazioni. Il numero nazionale delle transazioni non descrive inoltre la situazione di ogni città.

Per famiglie e operatori, il confronto storico offre soprattutto una chiave di lettura: valutare insieme disponibilità dei finanziamenti, redditi e tempi di vendita. Il recupero dei volumi rispetto alla crisi non garantisce che l’accesso alla proprietà sia diventato più semplice per ogni acquirente.

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